Una guida per Siviglia

La bellezza di questi scambi linguistici è lo scoprire la cultura del posto, i luoghi, la gente… E parte di questa scoperta viene aiutata anche dalle guide turistiche che ci accompagnano per le città.

La prima è stata ovviamente Siviglia.

Grazie a ciò che ho visto, letto, e ai posti che ci ha mostrato la guida ho creato un percorso per il Barrio de Santa Cruz, quartiere centrale di Siviglia.

Credo siano le tappe principali per visitare l’essenziale di Siviglia in una giornata abbastanza leggera. Per il resto, se volete proprio prendervela comoda, basta un week end in modo da farsi anche una mini crociera sul Guadalquivir.

 

UN GIORNO A SEVILLA –

Come iniziare la giornata? Con una buonissima colazione a base di churros! E come se no? I churros sono dei bastoncini di pasta fritta serviti con cioccolata calda e possono essere semplici o anche ricoperti di zucchero, cannella.. sono davvero buonissimi! Purtroppo non ho avuto la possibilità di provarli a Siviglia quindi non posso suggerirvi nessun posto ma sono dell’idea che se nel vostro cammino verso la prima tappa trovate una churrería o un bel posticino dove vendono churros potete fermarvi subito, sono buoni ovunque!

Dopo esservi rifocillati siete pronti per una giornata di visita.

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La prima tappa è il Parque de Marìa Luisa, uno dei più noti giardini pubblici della città.

 

 

 

 

 

 

È immenso, vi consiglio di partire da Plaza America e attraversare tutto il parco per arrivare alla meravigliosa Plaza de España. Una passeggiata tra gli alberi e le diverse glorietas vi porteranno difronte ad una visuale incredibile fatta di azulejos..

Plaza de Espana (12)

Plaza de Espana

Plaza de Espana (16)

I 4 ponti sul canale che circonda la piazza rappresentano i 4 regni di Spagna.

Plaza de Espana (30)

Dopo un’oretta di natura e mosaici di ceramica bianchi e azzurri potrete avventurarvi nel centro di Sevilla.

Alcàzar (1)
Dirigetevi verso il Real Alcázar de Sevilla, un insieme di palazzi che ricordano tanto i paesi islamici.

Alcàzar (2)

Tutte queste decorazioni particolari sono dovute alla conquista di Siviglia avvenuta nel 712 da parte degli arabi.

Alcàzar (5)

 

Salon de Embajadores

 

Patio de las Doncellas

Il nome italiano di questa sezione è “Cortile delle Fanciulle”.

Il nome si riferisce alla leggenda secondo la quale i musulmani di al-Andalus pretendevano dai regni cristiani spagnoli, come tributo, 100 vergini ogni anno.

 

[wikipedia]

Stagno di Mercurio

 

Per raggiungere la Catedral de Sevilla vi consiglio di passare per queste viuzze molto caratteristiche.

Patio de banderas

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Calle Pimienta

Plaza de los venerables

Calle Rodrigo Caro

E’ arrivato il momento di ricaricarsi, e con cosa se non con delle buonissime TAPAS? Per chi non lo sapesse le tapas sono piccole porzioni di specialità spagnole che si possono accompagnare benissimo con una Cruzcampo, la birra andalusa nata proprio qui a Sevilla. Proprio in Calle Rodrigo Caro, di fronte alla Cattedrale si trova la Bodega Santa Cruz. Anche qui non ho avuto la possibilità di provare qualcosa ma ho letto e sentito parlare molto bene di questo locale.

Mi raccomando assaggiate l’ensaladilla, sarebbe l’insalata russa ma credo sia fatta diversamente, a me è piaciuta da morire!

 

Pronti per ricominciare la visita si va in direzione della Catedral de Sevilla.

La Torre della Giralda è diventat un simbolo di Siviglia. Il nome deriva dalla statua in cima alla torre che girava su stessa per indicare i cambiamenti del vento.

Si accede dal Patio de los Naranjos, un patio interno circondato da aranci.

La costruzione iniziò nel 1401, sul terreno lasciato libero dalla demolizione della vecchia moschea Aljama di Siviglia.

[wikipedia]

Data la sua lunga costruzione durata più di 400 anni subì diverse correnti artistiche tra cui gotico, inascimentale, barocco, neoclassico…

La cattedrale di Siviglia è famosa anche per il mausoleo di Cristoforo Colombo, qui sono conservati i resti del grande esploratore che veniva a pregare in questa chiesa prima dei suoi lunghi viaggi. La tomba di Colombo fu portata a Siviglia nel 1902 da Cuba dove era custodita nella cattedrale dell’Havana. Dalla foto in alto si osserva come la tomba sia portata in spalla da 4 araldi che simboleggiano i regni della corona spagnola: Castiglia, Leon, Navarra e Aragona.

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Completato il giro della Catedrale si può salire in cima alla Giralda per ammirare il panorama di Siviglia dall’alto.

La particolarità di questa lunga salita è che non ci sono scale ma 34 rampe circolari che un tempo permettevano ai muezzin di salire fin su in sella ai loro cavalli.

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L’ultima tappa di questo tour è la Plaza de Toros.

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È la più antica di tutta la Spagna ed è il luogo dove si svolge annualmente la Feria de Abril.

 

Se volete ancora passeggiare o avete ancora qualche giorno una cosa che vi consiglio è farvi il lungofiume del GuadalquivirE’ una zona molto gradevole dove si può fare attività all’aria aperta oppure rilassarsi al sole sulle tante panchine presenti. Si può decidere di rimanere al livello della strada oppure scendere fino ai margini del Guadalquivir, l’atmosfera che si respira è molto piacevole e nelle tante giornate calde di Siviglia diventa un rifugio dove cercare refrigerio. [uniquevisitor]

Arrivando fino alla Torre dell’oro

Barrio de Santa Cruz (38)

 

Siviglia e il NO8DO

Siviglia.

Sevilla.

Seviglia.

Ormai da quando sono andata in Spagna non c’è una volta che non mi sbaglio e le dico tutte e tre chiedendomi quale sia la forma giusta.

Davvero, è incredibile, ultimamente ero più per quella mixata: seviglia. Mi piace di più.

Nel 2012 ho fatto la saggia scelta di iniziare un liceo linguistico e sapete perché? Al terzo e quarto anno si ha la possibilità di fare uno scambio linguistico con la classe che consiste nel conoscere un corrispondente – spagnolo, francese, inglese o tedesco, a seconda della lingue che si studiano – ospitarlo per una settimana ed essere ospitati dalla sua famiglia per un’altra settimana. –> uno dei principali motivi per i quali ho scelto un linguistico 😁

Quest’anno è toccato alla Spagna. Agli inizi di aprile siamo andati  una settimana a Siviglia e abbiamo visitato anche Granada, Cordoba e Cadiz.. uno spettacolo.

Parto da Siviglia, la città universitaria, quella che mi ha fatto da casa per un’intera settimana.

Chiunque abbia mai visitato Siviglia avrà sicuramente notato che ad ogni angolo della cittadina c’è questa scritta

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Ma davvero ovunque! Sui mezzi pubblici, sugli edifici, sui cassonetti dei rifiuti, sui lampioni..

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Bene. Non è un semplice simbolo riconoscitivo. Ha una lunga e profonda storia dietro, che ha origine nel lontano Medioevo.

Più precisamente nel XIII secolo, sotto il regno di Alfonso X il Saggio. Questo sovrano non era molto bravo in politica e a causa di una cattiva gestione dello stato ci fu un generale impoverimento. A questo punto Sancho, il figlio del re, espresse il suo disaccordo nei confronti del padre portando alla divisione del paese in due fazioni.  Alfonso, nonostante tutto, decise di restare a Siviglia e il popolo ricambiò la sua fedeltà all’amata città dimostrandogli comunque affetto e standogli vicino fino alla fine. In cambio di questa fedeltà il re compensò Siviglia con il simbolo onorario che vediamo ancora oggi.

Stando alla leggenda il simbolo NO8DO significa “NO ma deja DO”, cioè “Non mi ha abbandonato” in dialetto andaluso, poiché il simbolo “8” rappresenta un gomitolo che in spagnolo si dice appunto “madeja”.

[ho preso spunto da best-booking]

Io non credo nelle coincidenze, credo invece che ci sia sempre un motivo a ciò che ci accade ogni giorno. E vi sto dicendo questo perché prima di partire avevo deciso di farmi il primo tatuaggio proprio lì, a Siviglia. Il tutto è partito dalla mia migliore amica che un giorno mi disse che sarebbe stato bello se mi fossi fatta un tatuaggio in ogni posto importante che avrei visitato. Questa cosa poi l’ho presa sul serio, mi sarebbe davvero piaciuto. Mi sono informata su un qualche simbolo, un po’ come la Tour Eiffel per Parigi o il Colosseo per Roma. Ma niente, nessun monumento o qualcosa di simile così importante…

Poi ho trovato questo simbolo, mi piaceva, specialmente il nodo stesso fatto di corda.

Avevo appena compiuto 18 anni, ero a Siviglia, ho pensato: “ora o mai più.” Chiesi alla mia corrispondente e, più euforica di me, mi accompagnò da Seseintainueve Tatto y Piercing. Con il disegno e la pazienza della ragazza – mi ha rifatto la prova ben due volte 😅 – questo è stato il risultato.

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Una pazzia di cui sono stata fiera e continuo ad esserlo. E per questo devo ringraziare la mia migliore amica che mi ha incoraggiata, come sempre d’altronde.

Amsterdam è una giovane ragazzina

Tutta la città si muove in bici.

Gente che va a lavoro, bambini, anziani…

Ognuno ha almeno una bici con cui spostarsi in città, tra i 165 canali che l’attraversano.

133Girare Amsterdam in bici si è rivelata una delle cose più belle che abbia mai fatto da turista, perché è un po’ come immedesimarsi in una persona del posto che magari esce di casa e va a fare colazione da Winkel con la sua amica per raccontarle del sabato sera.

E’ stato un po’ come quando prendo il treno la mattina che ormai è diventata un’azione tanto abitudinaria che mi sembra quasi casa e mi sento bene quando viaggio in treno, non mi sento scomoda, estranea, mi sento serena, e quando vedo delle ragazzine euforiche prendere il treno per la prima volta – sì, me la ricordo bene quella sensazione, l’euforia del “sentirsi grandi”, perché i grandi usano i treni – un po’ sorrido, perché è una vecchia sensazione quella per me, e loro stanno entrando in casa mia.

80E’ bello sentirsi il vento di Amsterdam sulla faccia mentre sali e scendi da quegli innumerevoli ponti, che fatichi a raggiungere la prima metà perché sono talmente curvi che devi prendere la rincorsa, e puntualmente ti dimentichi, perché guardi un fiore, una finestra, o perché magari non c’era spazio.

Sì, perché Amsterdam nella sua grandezza è piccola.

Sembra grande, ma è solo composta da tante piccole cose, da tanti piccoli posti, che la fanno sembrare grande.218

Tutti la trattano da adulta in carriera, ma pochi capiscono che invece è una giovane ragazzina ingenua che sta facendo le sue prime esperienze, una ragazzina euforica e dolce, e bellissima.

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P.s. Solo un consiglio: state attenti alle altre bici che sfrecciano davanti ai vostri nasi, molto spesso gli amsterdammer non sono molto cauti… e in più fate attenzione ai vostri pedali che possono impigliarsi in qualcosa e rischiate di cadere..ma forse no, sono solo io che cado anche ad Amsterdam, anche in bici… già 😀

 

Amsterdam – la Venezia con le bici

Regalo della mamma: 2 notti nella Venezia del nord.

Sono arrivata alla conclusione che dovrei smetterla di viaggiare, non posso, davvero! mi innamoro di ogni città che visito! ci passerei mesi interi, vorrei conoscere le persone del posto, vorrei andare a fare la spesa ogni lunedì mattina in quel supermercato carino sotto casa, vorrei andare a mangiare in quel ristorante tipico di cui tutti dicono che è tanto buono, vorrei salutare i vicini tutte le mattine prima di andare a lavorare…

Purtroppo non posso moltiplicarmi e vivere 100 o 1000 altre vite, magari potessi farlo! Sarei un po’ a Parigi, un po’ a Praga, un po’ a Cracovia, un po’ a Londra, un po’ a Innsbruck, un po’ ad AMSTERDAM!

Il punto è che inizialmente, dopo essere atterrata, dopo aver preso il treno per il centro, dopo aver noleggiato la bici ed essere partite per la scoperta di questa nuova città, non mi faceva impazzire…non mi piaceva così tanto da pensare subito che due giorni e mezzo non sarebbero bastati. No.. però poi sono arrivati i canali, e le bici, e i fiori, e i parchi, e io me ne sono perdutamente innamorata. Già, anche di Amsterdam.

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Vorrei sempre essere altrove, dove non sono, nel luogo dal quale sono or ora fuggito. Solo nel tragitto tra il luogo che ho appena lasciato e quello dove sto andando io sono felice.
– Thomas Bernhard

1. Innsbruck ● i tedeschi e i loro bretzel ●

➼ GIORNO 1 – sabato 15 agosto 2015

DESTINAZIONE: Innsbruck

“Ricordati di puntare la sveglia alle 5!”

“Certo, l’ho già messa!”

E fu così che nessuno sentì la sveglia e nessuno si svegliò, fino alle 6 e mezza…

Partiamo alle 7:36 con un bellissimo ritardo di un’ora e mezza ma ci mettiamo in macchina e via che si va.

Nel viaggio facciamo due soste: prendiamo la vignetta per l’Austria (info vignette europa work in progress) e ci fermiamo in un autogrill per guadarne la “versione” austriaca haha

  • Bagno a pagamento €0,50
  • Dolci stratosferici e torte megagalattiche
  • Pulizia maniacale
  • E… gelato “Nik & Jerry’s” cookie dough

 

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Innsbruck, in arrivooo

A mezzogiorno siamo già in giro; l’arrivo a Innsbruck è stato abbastanza freddino come prima impressione, è piccolina, niente di speciale ma comunque da farci un giro.

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Il Triumphpforte ci da il benvenuto e la Maria-Theresien-Strasse ci porta fino alla torre, deliziandoci con negozietti tipici e forni dall’aria davvero invitante.

Saliamo sulla Stadtturm ovvero la Torre civica (€3,50 adulti €2,50 studenti €1,50 bambini 6-15) e devo dire che mi aspettavo una vista migliore, però è comunque stato bello ammirare Innsbruck dall’alto con lo sfondo delle montagne.

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Vista dall’alto di Innsbruck

Torniamo giù e ci infiliamo in una di quelle viette strette e carinissime. Entriamo in un negozio di grappe e sciroppi troppo strani“Tirol Geniessen”.

La tappa successiva sarebbe stata la Hofburg ma ci siamo trovati di fronte a un cartello in cui c’era scritto che è chiusa dal 12 al 16 agosto a causa di un ricevimento. Dicono però che se si è già stati alla Hofburg di Vienna si può rimanere un po’ delusi, quindi speriamo nella prossima!

Di fronte c’è il Cafè Sacher, dove una fettina di torta costa 5 eurini e noi abbiamo seguito il consiglio di molti altri turisti: mangiate la Sacher in qualsiasi altra caffetteria o bar che sia che è buona uguale, se non addirittura di più.

 

La Hofkirche (Chiesa di Corte) mi ha lasciata un stupita, è davvero strana e l’ho apprezzata molto, come anche il piccolo giardinetto all’entrata. (€7 adulti).

All’esterno sembrava un po’ anonima ma all’interno custodisce un autentico tesoro: due file di 28 statue bronzee con al centro il sarcofago di Massimiliano I (il corpo è sepolto a Vienna).

7. Organo

Abbiamo avuto anche la fortuna di ascoltare e vedere dal vivo un uomo suonare l’organo!

Andiamo a vedere il duomo di San Giacomo in Domplatz che è praticamente lì vicino. Essendo molto piccola come città si riesce a vedere tutto a piedi e in modo molto facile!

 

Lunch time! Andiamo da Kroll Strudel Café, un locale piccolino con pochi posti a sedere ma noi comunque prendiamo da asporto. Ci sono tantissimi tipi diversi di strudel ed è difficile scegliere ma alla fine optiamo per un classico Apfelstrudel e uno con ricotta e noci, poi non si poteva non prendere una fetta di Sacher e un bretzel!

(Strudel €3,50 Sacher €3,50 Bretzel €1,40)

Usciamo dal bar e assaggiamo subito un Bretzel: giuro che è buonissimo, soffice e salato al punto giusto. Non abbiamo fatto in tempo a finirlo che siamo tornati a prenderne un altro 😀

Decidiamo di dirigerci verso la prossima tappa per gustarci gli strudel nell’Hofgarten. Mentre ci incamminiamo inizia a piovigginare ma non ci perdiamo d’animo e continuiamo imperterriti, ma niente, diventa proprio infattibile, così torniamo alla macchina e lungo la strada del ritorno incontriamo il Der Backer Ruetz. Credo sia una catena perché l’avevo già visto da qualche parte.. è un forno in cui vendono tantissimi tipi di pane con i semi, strudel di vario genere, cornetti, panini ripieni, dolci… Un  p a r a d i s o. Compriamo un altro Apfelstrudel (€2,70), dobbiamo provarne diversi, eh! e poi era troppo invitante.. altri 2 Bretzel (€0,79 l’uno) e 2 tipi di pane diversi con dei semini.

L’Hofgarten è carino, ma niente di speciale, sarà che dopo aver visto quelli di Londra non mi può meravigliare più nessuno però…mi ha un po’ delusa.

Ci fermiamo su delle panchine e assaggiamo i nostri adorati strudel:

  • Apfelstrudel di Der Backer Ruetz: è paradisiaco, oltre alle mele a pezzettoni c’è una cremina fantastica che potrei nagiarne uno intero di strudel!
  • Apfelstrudel di Kroll: non vorrei dire ma ha un retrogusto di tabacco, non ha un cattivo sapore però questa cosettina mi da un po’ da fare…
  • Strudel di ricotta e noci di Kroll: buonino, ma niente di speciale.
  • Sacher di Kroll: buona, ma io non faccio pazzie per la sacher, quindi…

Mi sa che ha vinto la scoperta dell’ultimo minuto, il Der Backer Ruetz haha (del resto le cose belle si scoprono così!). Lo strudel e il pane con i semi erano trooppo buoni, anche se  i Bretzel ho preferito quelli di Kroll, sono più soffici e meno salati.

Torniamo alla macchina e alle 16:30 ripartiamo per la destinazione successiva: MONACO.

PASSI TOTALI 5800 (4.26 km)

 

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Innsbruck

13 tappe. 3 settimane.

Deciso!

Il quindici agosto inizieremo (io con la mia famiglia) il viaggio di cui mia mamma ha sempre parlato (già, l’ho ereditato da lei questo amore per i viaggi!)

Un viaggio lungo. Davvero tanto.

Tredici tappe, in 3 settimane.

Prima erano 2, ma iniziando a programmare tutto ci siamo rese conto che era impossibile…

Insomma, arriviamo al centro della discussione.

Partenza: Bologna, sabato 15 agosto 2015

Ritorno: Bologna, sabato 5 settembre 2015

Tappe: 14

Persone: 4

Mezzi: auto + mezzi di trasporto in città

Alloggio: hotel/appartamento

Budget (momentaneo): €4000

eeeee… rullo di tamburi… ecco a voi la mole di città da visitare

  • Innsbruck, Austria
  • Monaco di Baviera, Germania
  • Salisburgo, Austria
  • Bratislava, Slovacchia
  • Budapest, Ungheria
  • Vienna, Austria
  • Cracovia, Polonia
  • Auschwitz, Polonia
  • Varsavia, Polonia
  • Poznan, Polonia
  • Berlino, Germania
  • Praga, Repubblica Ceca
  • Norimberga, Germania
  • Bolzano, Italia

Giuro che non vedo l’ora! Sono super emozionata ma.. anche immersa nel lavoro. Sì, perché un viaggio del genere va programmato, un po’ come tutti gli altri sì, però questo è più che quintuplicato perché le tappe son tante e ogni città ha bisogno del suo tempo.

Bene, dopo avervi presentato il mio viaggio 2015, chi vuole venire con me? (:

Intercultura

Non pubblico qualcosa dall’era dei tempi, lo so, ma ora metto da parte un po’ tutto, i libri, le scoperte, i viaggi (anche se ciò di cui parlerò tratta un po’ di “viaggi”), e apro un discorso su questa associazione: “Intercultura”.

Parto spiegando come ne sono venuta a conoscenza e poi perché ho deciso di scrivere questo post.

Beh… quest’estate ho fatto una vacanza studio di 3 settimane a Bournemouth, Dorset, in Inghilterra: esperienza fantastica, sia dal punto di vista linguistico (ho imparato veramente tante cose nuove e col passare dei giorni mi sono resa conto di riuscire a seguire interi discorsi in lingua senza perdere il filo!) sia da quello personale, nel senso che mi sono realmente sentita maturare, solo 3 settimane mi hanno resa più indipendente e più consapevole di cosa davvero significhi crescere. Dopo questa piccola entusiasmente “introduzione” della mia prima esperienza all’estero vi dico comunque che c’è stato un momento in cui ho iniziato ad avere nostalgia di casa, della mia famiglia, dei miei amici, e questo dopo quasi 2 settimane, quando ormai il “tutto nuovo” si era trasformato in abitudine. Da quel momento ho iniziato a pensare che una delle due amiche con cui ero partita fosse pazza, perché io dopo solo 2 settimane volevo tornare a casa mentre lei contnuava ad essere convinta di fare l’anno all’estero. Ecco, l’anno all’estero. Cos’è? Per me era una cosa assurda, fuori dal normale, non potevo nemmeno minimamente immaginare di poter pensare di farla, capite? Un anno è tanto, all’estero è assurdo, lontana dalla famiglia (oh madonna!), in un paese in cui non parlano la tua lingua (e come fai?), poi costa tanto, taaaaantissimo. Non ne avevo nemmeno mai parlato con i miei.

Ora arriviamo alla scoperta dell’associazione… Dopo il ritorno ho raccontanto a mia mamma (come a tutti) l’esperienza e la nostalgia, e il “coraggio” (lo chiamiamo così?) invece della mia amica nel dire “massè, io partirei anche domani per fare l’anno!”. Poi è iniziata la scuola, dopo qualche settimana due ragazze sono entrate in classe portando due cataloghi di Intercultura (appunto) ma non ci ho dato molto peso. Dopo qualche giorno mia mamma mi ha iniziato a parlare di una ragazza che ora è in America perché sta facendo l’anno all’estero (ancora? perché tutti mi parlano di quest’anno all’estero?!?) e mi ha iniziato anche a chiedere perché non mi informassi su qualche associazione… ma io non ne volevo mezza, un anno è troppo, le dissi..e il giorno dopo ho preso uno dei cataloghi in classe (quello per gli studenti) e mi sono messa a sfogliarlo… nelle pagine finali c’era scritto che i programmi di studio all’estero di Intercultura sono a concorso, quindi se uno è meritevole può vincere una borsa di studio che copre totalemente o parzialmente (a seconda del reddito) la quota di partecipazione. Questa diciamo che è stata come una lampadina (uno dei motivi per cui non avevo minimamente preso in considerazione questa cosa era proprio il costo, mi scoccia far spendere così tanto ai miei). Anche se non ero propensa all’anno intero ho comunque portato il catalogo a casa. Non avrei mai immaginato cosa mi avrebbe attesa: MIA MAMMA HA INIZIATO A GASARSI IN UNA MANIERA ASSURDA! hahaha sembrava dovesse partire lei! Bene, da quel momento nella mia testa hanno iniziato ad esserci una miriade di pensieri. Ho assolutamente vietato l’anno, ripeto, è veramente troppo, cioè, voglio dire, caspita! sono 10 mesi lontana da casa, famiglia, amici, tutto! come si fa a 17 anni?? Ma mia mamma ha inisistito, abbiamo anche litigato. Lei tiene davvero tanto alla mia istruzione, alla mia emancipazione, e soprattutto al mio futuro, e di conseguenza la mia paura per lo stare lontana da casa un anno (“sono 10 mesi, non un anno! capisci?” eh vabbè, sono comunque tanti!) le dava moooolto fastidio siccome si trattava di un’esperienza unica e irripetibile che mi forma da ogni punto di vista. Beh, col passare dei giorni (tra ricerche su internet a tutto andare e richieste di pareri ad ogni persone che conosco) sono arrivata ad accettare l’idea di poterci provare, “magari poi se non ce la fai torni”… fino ad arrivare ad oggi, più carica che mai: “partirei anche domani!” sì, l’ho detto io, io, capite?

Ora la seconda parte del post. Ho deciso di scrivere questo post perché quando mi è stato accennato il nome di questa onlus e che organizza scambi interculturali non avevo realmente idea di cosa significasse, e un argomento tipo “anno scolastico negli U.S.A.” non faceva proprio parte della mia vita, e quando ho iniziato a cercare sulla rete tutte le informazioni possibili e tutte le esperienze di ragazzi all’estero ho dovuto cercare tanto e avrei voluto trovare un blog o una qualsiasi fonte di informazioni come quella che sto creando.

Bene, dopo questa “premessa” posso iniziare il vero post.

INTERCULTURA – Una ONLUS per costruire il dialogo interculturale attraverso gli scambi scolastici.

Intercultura promuove e organizza scambi ed esperienze interculturali, inviando ogni anno circa 1800 ragazzi delle scuole secondarie a vivere e studiare all’estero ed accogliendo nel nostro paese un migliaio di giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole.

da intercultura.it

Tutte le informazioni su questa associazione, ovviamente, sono presenti sul sito, (bando di concorso per i programmi 2015-2016) ma ciò che voglio ottenere con questo post è una specie di raccolta di esperienze che motiveranno qualsiasi persona in preda al “ci vado o no?”

I paesi sono divisi per continenti (più o meno) e di fianco trovate il link di collegamento ad esperienze su vari siti che sono riuscita a trovare (partendo da Intercultura ci sono anche blog, profili su YouTube ed altre associazioni)

Africa

Kenya -> intercultura 

Sud Africa -> intercultura

Asia

Cina -> intercultura

Giappone -> intercultura

Honk Kong -> intercultura

India -> intercultura ; Youtube Agnese (esperienza)

Indonesia -> intercultura

Malesia -> intercultura

Thailandia -> intercultura

Centro America

Costa Rica -> intercultura

Honduras -> intercultura

Messico -> intercultura

Panama -> intercultura

Repubblica Dominicana -> intercultura

Nord America

Canada -> intercultura

Stati Uniti -> intercultura ; Youtube Martina Pettazzoni (annuale, esperienza), Alessio Canova (annuale, vlog, 2014/2015)

Sud America

Argentina -> intercultura

Bolivia

Brasile -> intercultura

Cile -> intercultura

Colombia -> intercultura

Ecuador -> intercultura

Paraguay -> intercultura

Perù -> intercultura

Venezuela -> intercultura

Europa

Austria -> intercultura

Bosnia -> intercultura

Belgio -> intercultura

Croazia

Danimarca -> intercultura

Egitto -> intercultura

Finlandia -> intercultura

Francia -> intercultura

Germania -> intercultura

Irlanda -> intercultura

Islanda -> intercultura

Lettonia -> intercultura

Norvegia -> intercultura ; Youtube Anna (annuale, esperienza)

Olanda -> intercultura

Polonia -> intercultura

Portogallo -> intercultura ; Youtube Marta Selvaggio (annuale, esperienza)

Repubblica Ceca -> intercultura

Repubblica Slovacca -> intercultura

Russia -> intercultura

Serbia -> intercultura

Slovacchia -> intercultura

Slovenia -> intercultura

Spagna -> intercultura

Svezia -> intercultura

Svizzeria -> intercultura

Tunisia -> intercultura

Turchia -> intercultura

Ungheria -> intercultura

Oceania

Australia -> intercultura

Nuova Zelenda -> intercultura

[work in progress]