Amsterdam è una giovane ragazzina

Tutta la città si muove in bici.

Gente che va a lavoro, bambini, anziani…

Ognuno ha almeno una bici con cui spostarsi in città, tra i 165 canali che l’attraversano.

133Girare Amsterdam in bici si è rivelata una delle cose più belle che abbia mai fatto da turista, perché è un po’ come immedesimarsi in una persona del posto che magari esce di casa e va a fare colazione da Winkel con la sua amica per raccontarle del sabato sera.

E’ stato un po’ come quando prendo il treno la mattina che ormai è diventata un’azione tanto abitudinaria che mi sembra quasi casa e mi sento bene quando viaggio in treno, non mi sento scomoda, estranea, mi sento serena, e quando vedo delle ragazzine euforiche prendere il treno per la prima volta – sì, me la ricordo bene quella sensazione, l’euforia del “sentirsi grandi”, perché i grandi usano i treni – un po’ sorrido, perché è una vecchia sensazione quella per me, e loro stanno entrando in casa mia.

80E’ bello sentirsi il vento di Amsterdam sulla faccia mentre sali e scendi da quegli innumerevoli ponti, che fatichi a raggiungere la prima metà perché sono talmente curvi che devi prendere la rincorsa, e puntualmente ti dimentichi, perché guardi un fiore, una finestra, o perché magari non c’era spazio.

Sì, perché Amsterdam nella sua grandezza è piccola.

Sembra grande, ma è solo composta da tante piccole cose, da tanti piccoli posti, che la fanno sembrare grande.218

Tutti la trattano da adulta in carriera, ma pochi capiscono che invece è una giovane ragazzina ingenua che sta facendo le sue prime esperienze, una ragazzina euforica e dolce, e bellissima.

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P.s. Solo un consiglio: state attenti alle altre bici che sfrecciano davanti ai vostri nasi, molto spesso gli amsterdammer non sono molto cauti… e in più fate attenzione ai vostri pedali che possono impigliarsi in qualcosa e rischiate di cadere..ma forse no, sono solo io che cado anche ad Amsterdam, anche in bici… già 😀

 

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Intercultura

Non pubblico qualcosa dall’era dei tempi, lo so, ma ora metto da parte un po’ tutto, i libri, le scoperte, i viaggi (anche se ciò di cui parlerò tratta un po’ di “viaggi”), e apro un discorso su questa associazione: “Intercultura”.

Parto spiegando come ne sono venuta a conoscenza e poi perché ho deciso di scrivere questo post.

Beh… quest’estate ho fatto una vacanza studio di 3 settimane a Bournemouth, Dorset, in Inghilterra: esperienza fantastica, sia dal punto di vista linguistico (ho imparato veramente tante cose nuove e col passare dei giorni mi sono resa conto di riuscire a seguire interi discorsi in lingua senza perdere il filo!) sia da quello personale, nel senso che mi sono realmente sentita maturare, solo 3 settimane mi hanno resa più indipendente e più consapevole di cosa davvero significhi crescere. Dopo questa piccola entusiasmente “introduzione” della mia prima esperienza all’estero vi dico comunque che c’è stato un momento in cui ho iniziato ad avere nostalgia di casa, della mia famiglia, dei miei amici, e questo dopo quasi 2 settimane, quando ormai il “tutto nuovo” si era trasformato in abitudine. Da quel momento ho iniziato a pensare che una delle due amiche con cui ero partita fosse pazza, perché io dopo solo 2 settimane volevo tornare a casa mentre lei contnuava ad essere convinta di fare l’anno all’estero. Ecco, l’anno all’estero. Cos’è? Per me era una cosa assurda, fuori dal normale, non potevo nemmeno minimamente immaginare di poter pensare di farla, capite? Un anno è tanto, all’estero è assurdo, lontana dalla famiglia (oh madonna!), in un paese in cui non parlano la tua lingua (e come fai?), poi costa tanto, taaaaantissimo. Non ne avevo nemmeno mai parlato con i miei.

Ora arriviamo alla scoperta dell’associazione… Dopo il ritorno ho raccontanto a mia mamma (come a tutti) l’esperienza e la nostalgia, e il “coraggio” (lo chiamiamo così?) invece della mia amica nel dire “massè, io partirei anche domani per fare l’anno!”. Poi è iniziata la scuola, dopo qualche settimana due ragazze sono entrate in classe portando due cataloghi di Intercultura (appunto) ma non ci ho dato molto peso. Dopo qualche giorno mia mamma mi ha iniziato a parlare di una ragazza che ora è in America perché sta facendo l’anno all’estero (ancora? perché tutti mi parlano di quest’anno all’estero?!?) e mi ha iniziato anche a chiedere perché non mi informassi su qualche associazione… ma io non ne volevo mezza, un anno è troppo, le dissi..e il giorno dopo ho preso uno dei cataloghi in classe (quello per gli studenti) e mi sono messa a sfogliarlo… nelle pagine finali c’era scritto che i programmi di studio all’estero di Intercultura sono a concorso, quindi se uno è meritevole può vincere una borsa di studio che copre totalemente o parzialmente (a seconda del reddito) la quota di partecipazione. Questa diciamo che è stata come una lampadina (uno dei motivi per cui non avevo minimamente preso in considerazione questa cosa era proprio il costo, mi scoccia far spendere così tanto ai miei). Anche se non ero propensa all’anno intero ho comunque portato il catalogo a casa. Non avrei mai immaginato cosa mi avrebbe attesa: MIA MAMMA HA INIZIATO A GASARSI IN UNA MANIERA ASSURDA! hahaha sembrava dovesse partire lei! Bene, da quel momento nella mia testa hanno iniziato ad esserci una miriade di pensieri. Ho assolutamente vietato l’anno, ripeto, è veramente troppo, cioè, voglio dire, caspita! sono 10 mesi lontana da casa, famiglia, amici, tutto! come si fa a 17 anni?? Ma mia mamma ha inisistito, abbiamo anche litigato. Lei tiene davvero tanto alla mia istruzione, alla mia emancipazione, e soprattutto al mio futuro, e di conseguenza la mia paura per lo stare lontana da casa un anno (“sono 10 mesi, non un anno! capisci?” eh vabbè, sono comunque tanti!) le dava moooolto fastidio siccome si trattava di un’esperienza unica e irripetibile che mi forma da ogni punto di vista. Beh, col passare dei giorni (tra ricerche su internet a tutto andare e richieste di pareri ad ogni persone che conosco) sono arrivata ad accettare l’idea di poterci provare, “magari poi se non ce la fai torni”… fino ad arrivare ad oggi, più carica che mai: “partirei anche domani!” sì, l’ho detto io, io, capite?

Ora la seconda parte del post. Ho deciso di scrivere questo post perché quando mi è stato accennato il nome di questa onlus e che organizza scambi interculturali non avevo realmente idea di cosa significasse, e un argomento tipo “anno scolastico negli U.S.A.” non faceva proprio parte della mia vita, e quando ho iniziato a cercare sulla rete tutte le informazioni possibili e tutte le esperienze di ragazzi all’estero ho dovuto cercare tanto e avrei voluto trovare un blog o una qualsiasi fonte di informazioni come quella che sto creando.

Bene, dopo questa “premessa” posso iniziare il vero post.

INTERCULTURA – Una ONLUS per costruire il dialogo interculturale attraverso gli scambi scolastici.

Intercultura promuove e organizza scambi ed esperienze interculturali, inviando ogni anno circa 1800 ragazzi delle scuole secondarie a vivere e studiare all’estero ed accogliendo nel nostro paese un migliaio di giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole.

da intercultura.it

Tutte le informazioni su questa associazione, ovviamente, sono presenti sul sito, (bando di concorso per i programmi 2015-2016) ma ciò che voglio ottenere con questo post è una specie di raccolta di esperienze che motiveranno qualsiasi persona in preda al “ci vado o no?”

I paesi sono divisi per continenti (più o meno) e di fianco trovate il link di collegamento ad esperienze su vari siti che sono riuscita a trovare (partendo da Intercultura ci sono anche blog, profili su YouTube ed altre associazioni)

Africa

Kenya -> intercultura 

Sud Africa -> intercultura

Asia

Cina -> intercultura

Giappone -> intercultura

Honk Kong -> intercultura

India -> intercultura ; Youtube Agnese (esperienza)

Indonesia -> intercultura

Malesia -> intercultura

Thailandia -> intercultura

Centro America

Costa Rica -> intercultura

Honduras -> intercultura

Messico -> intercultura

Panama -> intercultura

Repubblica Dominicana -> intercultura

Nord America

Canada -> intercultura

Stati Uniti -> intercultura ; Youtube Martina Pettazzoni (annuale, esperienza), Alessio Canova (annuale, vlog, 2014/2015)

Sud America

Argentina -> intercultura

Bolivia

Brasile -> intercultura

Cile -> intercultura

Colombia -> intercultura

Ecuador -> intercultura

Paraguay -> intercultura

Perù -> intercultura

Venezuela -> intercultura

Europa

Austria -> intercultura

Bosnia -> intercultura

Belgio -> intercultura

Croazia

Danimarca -> intercultura

Egitto -> intercultura

Finlandia -> intercultura

Francia -> intercultura

Germania -> intercultura

Irlanda -> intercultura

Islanda -> intercultura

Lettonia -> intercultura

Norvegia -> intercultura ; Youtube Anna (annuale, esperienza)

Olanda -> intercultura

Polonia -> intercultura

Portogallo -> intercultura ; Youtube Marta Selvaggio (annuale, esperienza)

Repubblica Ceca -> intercultura

Repubblica Slovacca -> intercultura

Russia -> intercultura

Serbia -> intercultura

Slovacchia -> intercultura

Slovenia -> intercultura

Spagna -> intercultura

Svezia -> intercultura

Svizzeria -> intercultura

Tunisia -> intercultura

Turchia -> intercultura

Ungheria -> intercultura

Oceania

Australia -> intercultura

Nuova Zelenda -> intercultura

[work in progress]