Farei un viaggio a Cracovia anche solo per la mostra di Beksiński

Volevo fare una lista dei posti da visitare a Cracovia ma come al solito mi capitano sotto mano cose che meritano articoli propri, e questo è uno di quei casi. 

La Mostra di Beksiński

Io ho avuto la fortuna di avere una guida personale: la mia amica. Si può dire che è praticamente innamorata di Beksiński. Durante la visita mi raccontava la sua vita, il significato di alcuni quadri… è stata un’esperienza a dir poco indimenticabile, sia perché c’era lei a parlarmi proprio come un’esperta e in più è stata la mostra di quadri più bella che io abbia mai visto, per questo motivo è il primo posto che visiterei se andassi per la prima volta a Cracovia. 
Le ho chiesto di scrivere una biografia del pittore proprio come me l’ha descritta durante la visita, e lei con grande piacerà me l’ha mandata. 
Beksiński è un fotografo, disegnatore ma sopratutto pittore polacco nato ancora prima della seconda guerra mondiale la quale ha lasciato una visibile impronta sulla sua vita e arte. È nato nel 1929 a Sanok, una città piccola nelle vicinanze della montagna. Ha sempre amato questo posto, fino a rinunciare ad uno stipendio a New York per continuare a cercare ispirazione per i suoi quadri nella sua città. È andato a scuola durante la guerra, ha finito un liceo scientifico a Sanok ed è andato al Politecnico di Cracovia per studiare architettura. Non ha però lavorato molto nel suo mestiere. Molto presto decise di fare quel che amava. Tutto è cominciato dalla fotografia. Ma dopo un po’ ha deciso di mollare perché ha quasi sempre creato lo scenario da fotografare invece di catturare la realtà, la bellezza di quello che succede senza la sua interferenza. Qui ha cominciato a disegnare, gli schizzi pian piano diventavano disegni complessi, quasi quadri. Ha quindi deciso di provare a pitturare. E questa è stata una delle migliori decisioni. Sicuramente una cosa importante da aggiungere è il fatto che non è mai andato ad una scuola d’arte, da solo ha imparato a creare la sua di arte. All’inizio nessuno voleva comprare i suoi quadri perciò la madre e la moglie l’hanno dovuto mantenere. Ma lui non si è mai arreso, dipingeva ogni giorno. Diceva che lui i suoi quadri non li inventava, li sognava e poi li dipingeva. Dopo un po le persone hanno cominciato ad interessarsi ai suoi dipinti molto controversi per il tempo. Ha avuto delle mostre in Francia, Belgio, Germania e perfino in Giappone (nel quale fino ad oggi ci sono 70 suoi capolavori). Nonostante un grande talento e fama crescente non ha avuto una vita facile né felice. Quando si è trasferito a Varsavia negli anni ottanta tutto pian piano ha cominciato a crollare. All’inizio sono morte sua madre e sua suocera le quali vivevano con lui e la moglie. Poi l’amore della sua vita, Sofia la moglie si è ammalata ed è morta. Un anno dopo si è ucciso il suo unico figlio Tommaso. Sei anni dopo un amico di famiglia ha accoltellato il pittore stesso.

Fino ad oggi l’arte di Beksiński inspira pittori, scrittori e creatori di videogiochi in tutto il mondo. Ha lasciato più di mille sue opere, la maggior parte si trova nella sua amata città Sanok, i suoi quadri si possono trovare anche a Cracovia e Wrocław e altre città d’Europa.
Questi sono i quadri che più mi hanno colpita, e ovviamente come chi ha visto qualche mostra sa quanto rendono di più dal vivo. 


 

Questo quadri resteranno a Cracovia per 10 anni, quindi avete molto tempo ma davvero: non perdetevela!

Il costo del biglietto (se non ricordo male) è di 10 zloty ossia 2,50€, è davvero irrisorio. 

Orario di apertura: martedì-domenica 12:00/19:00


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Cracovia ~ informazioni pratiche di viaggio

La Polonia mi è piaciuta un sacco quando l’ho visitata -ormai- un anno fa. Che poi io dico “la Polonia” ma io ne ho viste solamente 3 città, ma queste 3 città mi sono bastate per dire che è veramente un bel posto, non so cos’è c’è nell’aria, ma c’è un atmosfera strana, piacevole..
Ho approfittato di questo ponte a scuola per scappare e fare un weekend a Cracovia dalla mia migliore amica delle – ormai lontanissime – elementari. 

Si era trasferita in Italia da piccola con la sua famiglia, poi è tornata in Polonia nel 2009 e ora è all’università a Cracovia, mi sembra ieri che ballavamo Hoedown Throwdown di Hannah Montana davanti alle nostre classi. 
Sono partita con Wizz Air una compagnia scoperta proprio per questo viaggio. È una di quelle low-cost come Ryanair e EasyJet ma a mio parere è quella più economica. Sono riuscita a viaggiare con uno zaino A/R a 25€. C’è da dire che Cracovia non è nelle destinazioni e che quindi ho dovuto fare Bologna-Katowice in aereo e poi Katowice-Cracovia in autobus, ma non mi è pesato per niente. Il volo è stato molto comodo, specialmente il ritorno perché è l’aereo era più nuovo e quindi più largo, ma è andato tutto perfettamente, per l’autobus l’unica pecca è che costa un po’ di più in proporzione perché sono 10,50€ a tratta, ma se si calcola che in genere il totale (45€) lo si spende – se si ha fortuna – per una sola tratta di volo, ne vale la pena! Gli autobus fanno parte di compagnie apposite per questo tipi di viaggi quindi anche se non è obbligatorio vi consiglio di comprare il biglietto online sia di andata che di ritorno perché può capitare che siano pieni e che quindi non riusciate a prendere l’autobus (sono pullmini di una quindicina di posti). Inoltre nel momento del prenotazione vi chiedono con che aereo arrivate in modo da sapere se è in ritardo così ci aspettano e anche a che ora parte l’aereo di ritorno. Sono anche comodissimi perché si trovano proprio all’uscita dell’aeroporto, ognuno con la usa fermata inimicata da un numero che vi troverete sul foglio della prenotazione. Non abbiate paura per il tempo, io sono atterrata alle 18:35 e alle 19 avevo l’autobus, sono riuscita ad arrivare anche in anticipo di dieci minuti, quindi tranquilli. Per il ritorno poi con il check-in fatto online non ci sono assolutamente problemi, si potrebbe arrivare anche solamente 40 minuti prima della partenza, però io avendo l’autobus alle 11:30 ho aspettato un’oretta in aeroporto essendo arrivata alle 12:50 (10 minuti in anticipo) e avendo volo alle 14:40. Quindi non abbiate timore di essere in ritardo, in genere sono in perfetto orario, se non addirittura in anticipo. E poi una cosa moooolto positiva è che sia in aeroporto a Katowice, sia in autobus c’è il Wi-Fi, perfettamente funzionante (sì è da precisare, non so se siete mai stati in aeroporto a Bologna, io si!). 

La compagnia di autobus che ho contattato io si chiama Exspres transfer e il sito è pyrzowiceekspres.pl

Per quanto riguarda i bagagli per il volo c’è una cosa da precisare per chi magari ha sempre viaggiato con Ryanair. Con Wizz Air si ha un sono bagaglio a mano gratuito e deve rientrare in queste dimensioni: 42x32x25, praticamente le dimensioni di uno zaino. Mentre il resto è a pagamento: trolley (56x45x25) e bagaglio in stiva (149x119x171) che può arrivare a un massimo di 32 kg. La borsa da 40x30x18 invece può averla solo chi ha comprato il biglietto con imbarco prioritario. 

Con l’autobus si arriva nella stazione dei treni di Cracovia e da lì si possono prendere autobus e tram, inoltre è praticamente attaccata alla Galeria Krakowska, un centro commerciale enorme, con bar, ristornati, negozi di vestiti, di scarpe, librerie e supermercati.  
Di qualsiasi tipo di informazioni abbiate bisogno non esistete a chiedere. 

Mediterranean cruise ~ Partenza

8 novembre 2015
Siamo partiti la seconda domenica di novembre. Direzione Venezia per imbarcarci sull’MSC crociere.

img_0303Era la mia seconda volta, ma non potevo ricordarmi molto della prima: avevo all’incirca 8 anni.

Ricordavo solo i lunghi corridoi, le scale larghe, enormi, il teatro, e tanto tanto mare. Ah, e mia nonna che mi diceva di non uscire dalla stanza senza di loro perché altrimenti mi sarei persa in quella nave.

Non ricordavo tutto quello sfarzo, non ricordavo davvero l’enormità della nave e di tutto ciò che la riguardava, come il teatro, le sale in cui si mangia, l’esterno con i campi da tennis, la palestra, le piscine e gli idromassaggio. È stato un po’ come quando Rose salì sul Titanic, mi sentivo così, estranea ma allo stesso tempo affascinata.


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Venezia di sera è una meraviglia.


Arrivammo a Bari la mattina dopo.

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Purtroppo essendomi concentrata principalmente sulle città straniere, Bari l’ho trascurata, ma davvero non saprei perché, come mi sia venuta questa brillante idea…

Appena scesi dalla nave abbiamo deciso di fare uno di quei giri con gli autobus turistici. Non li prendo ma in considerazione in genere, a me piace camminare, andare nelle stradine, perdermi, e forse è anche perché una parte di me inconsciamente vuole tutto sotto controllo… ma in tutti i miei viaggi mi è capitato due volte di prendere questi autobus, e a dire la verità non me ne sono mai pentita, perché alla fine ti fanno vedere i monumenti più importanti e te ne parlano anche un po’.

Dopo un giro di tutta Bari (è abbastanza piccolina) ci hanno lasciato 2 orette circa per visitarla a piedi.

Porto di Bari

cattedrale di San Sabino

Tornati in nave il primo spettacolo a teatro è stato “spettacolare”. 🙂

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MADRID – Cosa vedere tra un bocadillo de jamón e un chocolate con churros.

La Spagna mi mancava ancora. Ho visto buona parte delle capitali europee ma la Spagna proprio no. Non so perché.

Le uniche volte in cui ci sono andata sono state:

  • la prima avevo 8 anni e con i miei nonni siamo scesi a Barcellona, una delle tappe di una crociera. Vidi la Sagrada Familia in ristrutturazione e dissi che sarei tornata dieci anni dopo, quando, dicevano, che sarebbe stata terminata. Ho 18 anni, a Barcellona non ci sono ancora tornata, ma credo non sia neppure ancora terminata;
  • la seconda è stata quest’anno ad aprile per uno scambio linguistico. Ho visto Siviglia, Cordoba, Cadiz e Granada (anche se l’ultima l’ho vista per modo di dire…diluviava!)

Il che vuol dire che l’unica immagine nella mia testa della Spagna era “palme e decorazioni arabe”.

A Madrid non c’è nulla di tutto questo. E a dire la verità ci sono rimasta male.

Ma dopo il primo impatto ho iniziato ad apprezzarla.

Ogni suo lato, ogni sua piazza, ogni suo decoro, ogni suo mercato.

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atterraggio con l’alba

Mercato filatelico della domenica mattina in Plaza Mayor

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plaza mayor al domingo

 

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artista callejero

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callejuelas del rastro

 

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paseando por el rastro

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queste cose mi affascinano

 

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pasillos en el Reina Sofía

 

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vista della cattedrale dal palazzo reale

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vista del palazzo reale dall’entrata

Vi giuro che dopo tutti i palazzi e le regge che ho visitato, dopo tutti i soffitti affrescati e gli arazzi appesi, vi giuro, che questo è stato il palazzo più bello che io abbia mai visto. Le decorazioni, la raffinatezza, gli orologi… ci credete se vi dico che mi sono commossa?! È stato davvero una meraviglia e mi è dispiaciuto tantissimo non poter fare delle foto. Ma sono cose che non si dimenticano.

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muchacha en la ventana – dalì (Museo Reina Sofía)

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Plaza Santa Ana (Barrio de las letras)

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pavo real al Retiro

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Templo de Debod

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plaza de toros

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restaurante La cueva de Lola

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churros y chocolate a la Chocolatería San Ginés

 

When traveling also shows you the poverty. 

 

Stava tremando dal freddo. Aveva le mani viola.

Le sfregava tra loro per cercare di scaldarsi.

Ogni tanto si fermava per asciugarsi le lacrime.

Quegli occhi vuoti e pieni allo stesso tempo.

Nel frattempo chiedeva ai passanti qualche soldo.

Chiedeva inconsciamente a quegli umani

se erano umani.

Se in ciò che spendevano per una napolitana y un café con leche 

c’era qualche spiccio anche per lui.

Per andare avanti almeno un’altra mia giornata.

Entrammo con la pelle d’oca e il magone.

Superammo quel corpo invisibile.

Ci pensai tutto il tempo

Mentre sceglievo cosa avrei mangiato quella mattina.

Quando decisi di prendere una cioccolata calda perché faceva freddo

e poi era tanto buona.

Quando arrivarono

dos napolitanas

un café con leche

y un chocolate. 

Quando assaggiai quelle prelibatezze.

Quando ci alzammo per pagare.

“Gli lasciamo qualcosa?”

“Diamogli il panino che c’è nello zaino”

Corsi fuori.

Speravo con tutta me stessa che fosse ancora lì,

ad aspettare,

che qualcuno lo vedesse,

Che qualcuno mostrasse di essere umano.

“Lo quieres?”

Gli allungai il panino.

Pieni di tutto e niente.

Lucidi.

Cercò di scusarsi ma non poteva accettarlo.

Indicava il prosciutto e diceva “no, no”

e poi indicava il cielo

e univa le mani in preghiera

e si scusava.

Gli sorrisi.

Gli dissi che non doveva scusarsi.

Tornai indietro.

“Forse è allergico al prosciutto”

“No,” mi girai “es musulmano, no puede comer jamon”

“Ah, vale.”

Mi è caduto il mondo addosso.

Mi sono bastati due passi dietro l’angolo

e scoppiai in lacrime.

Non ci potevo credere.

È più importante la fede che la fame.

Continua a credere nonostante la sua situazione.

Continua a sacrificarsi nonostante sia lì,

a tremare,

affamato,

senza speranza.

Cercando qualche umano che dimostri di essere umano.

E intanto Dio è lì che lo guarda soffrire

e non fa nulla.

Ma lui continua a credere. 


{Madrid;11.10.2016;La Mallorquina}

La Tonnara di Scopello e San Vito lo Capo

Due settimane in Sicilia con la famiglia della mia migliore amica. Cosa chiedere di più? Forse non ingrassare dopo la quantità industriale di cannoli che mangeremo 😅

Atterrati il 26 luglio siamo già tutti belli abbronzati, e come mio solito io sono anche bruciacchiata! 🔥

Il primo giorno subito dopo pranzo ci siamo fiondati al mare e siamo andati alla Tonnara di Scopello: ricordi riaffioravano ad ogni scoglio, ben 4 anni fa ci andai con la mia famiglia, e la memoria dei piccoli è sempre bellissima perché con le sue illusioni di grandezza ti fa sentire bene anche semplicemente calpestando le stesse rocce di anni fa. 


Bella come sempre questa caletta offre un panorama meraviglioso fin dalla discesa. 


Sulla riva c’è ancora il vecchio stabilimento della tonnara. E una delle caratteristiche di questo posto sono i grandissimi faraglioni nel mare. 


L’ingresso è a pagamento (4€ a persona) e per il parcheggio ce n’è uno a circa 500 metri. 

Un consiglio: dal lato sinistro, avvicinandosi al mare mc c’è un passaggio su degli scogli, andateci, è bellissimo e un po’ più riservato. 

~•~
Destinazione di ieri invece è stata San Vito lo Capo. Davvero bella, ma ovviamente cosa ci si può aspettare dalla Sicilia se non un mare così?


Forse un po’ troppo cari i lidi (28€ un ombrellone con due lettini alla Spiaggia del sabbione) ma sicuramente attrezzati. 

Alla ricerca di una buona granita ci siamo dirette in centro e devo dire che il paese mi ha lasciata un po’ delusa, me l’aspettavo più grande e vivace…

MA, ci siamo riprese subito con una buonissima granita da Il re del gelato!


La mia scelta è stata quella classica: granita alla mandorla con panna. Uno spettacolo! Ne abbiamo addirittura presa un’altra in due. 

erano troppo buone!


Se siete a San Vito e avete voglia di granita, andate da Il re del gelato e sicuramente non ve ne pentirete!

~•~
Proprio perché da quando sono arrivata non ne ho mangiati abbastanza, vado a mangiare un altro cannolo! 

Una guida per Siviglia

La bellezza di questi scambi linguistici è lo scoprire la cultura del posto, i luoghi, la gente… E parte di questa scoperta viene aiutata anche dalle guide turistiche che ci accompagnano per le città.

La prima è stata ovviamente Siviglia.

Grazie a ciò che ho visto, letto, e ai posti che ci ha mostrato la guida ho creato un percorso per il Barrio de Santa Cruz, quartiere centrale di Siviglia.

Credo siano le tappe principali per visitare l’essenziale di Siviglia in una giornata abbastanza leggera. Per il resto, se volete proprio prendervela comoda, basta un week end in modo da farsi anche una mini crociera sul Guadalquivir.

 

UN GIORNO A SEVILLA –

Come iniziare la giornata? Con una buonissima colazione a base di churros! E come se no? I churros sono dei bastoncini di pasta fritta serviti con cioccolata calda e possono essere semplici o anche ricoperti di zucchero, cannella.. sono davvero buonissimi! Purtroppo non ho avuto la possibilità di provarli a Siviglia quindi non posso suggerirvi nessun posto ma sono dell’idea che se nel vostro cammino verso la prima tappa trovate una churrería o un bel posticino dove vendono churros potete fermarvi subito, sono buoni ovunque!

Dopo esservi rifocillati siete pronti per una giornata di visita.

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La prima tappa è il Parque de Marìa Luisa, uno dei più noti giardini pubblici della città.

 

 

 

 

 

 

È immenso, vi consiglio di partire da Plaza America e attraversare tutto il parco per arrivare alla meravigliosa Plaza de España. Una passeggiata tra gli alberi e le diverse glorietas vi porteranno difronte ad una visuale incredibile fatta di azulejos..

Plaza de Espana (12)

Plaza de Espana

Plaza de Espana (16)

I 4 ponti sul canale che circonda la piazza rappresentano i 4 regni di Spagna.

Plaza de Espana (30)

Dopo un’oretta di natura e mosaici di ceramica bianchi e azzurri potrete avventurarvi nel centro di Sevilla.

Alcàzar (1)
Dirigetevi verso il Real Alcázar de Sevilla, un insieme di palazzi che ricordano tanto i paesi islamici.

Alcàzar (2)

Tutte queste decorazioni particolari sono dovute alla conquista di Siviglia avvenuta nel 712 da parte degli arabi.

Alcàzar (5)

 

Salon de Embajadores

 

Patio de las Doncellas

Il nome italiano di questa sezione è “Cortile delle Fanciulle”.

Il nome si riferisce alla leggenda secondo la quale i musulmani di al-Andalus pretendevano dai regni cristiani spagnoli, come tributo, 100 vergini ogni anno.

 

[wikipedia]

Stagno di Mercurio

 

Per raggiungere la Catedral de Sevilla vi consiglio di passare per queste viuzze molto caratteristiche.

Patio de banderas

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Calle Pimienta

Plaza de los venerables

Calle Rodrigo Caro

E’ arrivato il momento di ricaricarsi, e con cosa se non con delle buonissime TAPAS? Per chi non lo sapesse le tapas sono piccole porzioni di specialità spagnole che si possono accompagnare benissimo con una Cruzcampo, la birra andalusa nata proprio qui a Sevilla. Proprio in Calle Rodrigo Caro, di fronte alla Cattedrale si trova la Bodega Santa Cruz. Anche qui non ho avuto la possibilità di provare qualcosa ma ho letto e sentito parlare molto bene di questo locale.

Mi raccomando assaggiate l’ensaladilla, sarebbe l’insalata russa ma credo sia fatta diversamente, a me è piaciuta da morire!

 

Pronti per ricominciare la visita si va in direzione della Catedral de Sevilla.

La Torre della Giralda è diventat un simbolo di Siviglia. Il nome deriva dalla statua in cima alla torre che girava su stessa per indicare i cambiamenti del vento.

Si accede dal Patio de los Naranjos, un patio interno circondato da aranci.

La costruzione iniziò nel 1401, sul terreno lasciato libero dalla demolizione della vecchia moschea Aljama di Siviglia.

[wikipedia]

Data la sua lunga costruzione durata più di 400 anni subì diverse correnti artistiche tra cui gotico, inascimentale, barocco, neoclassico…

La cattedrale di Siviglia è famosa anche per il mausoleo di Cristoforo Colombo, qui sono conservati i resti del grande esploratore che veniva a pregare in questa chiesa prima dei suoi lunghi viaggi. La tomba di Colombo fu portata a Siviglia nel 1902 da Cuba dove era custodita nella cattedrale dell’Havana. Dalla foto in alto si osserva come la tomba sia portata in spalla da 4 araldi che simboleggiano i regni della corona spagnola: Castiglia, Leon, Navarra e Aragona.

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Completato il giro della Catedrale si può salire in cima alla Giralda per ammirare il panorama di Siviglia dall’alto.

La particolarità di questa lunga salita è che non ci sono scale ma 34 rampe circolari che un tempo permettevano ai muezzin di salire fin su in sella ai loro cavalli.

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L’ultima tappa di questo tour è la Plaza de Toros.

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È la più antica di tutta la Spagna ed è il luogo dove si svolge annualmente la Feria de Abril.

 

Se volete ancora passeggiare o avete ancora qualche giorno una cosa che vi consiglio è farvi il lungofiume del GuadalquivirE’ una zona molto gradevole dove si può fare attività all’aria aperta oppure rilassarsi al sole sulle tante panchine presenti. Si può decidere di rimanere al livello della strada oppure scendere fino ai margini del Guadalquivir, l’atmosfera che si respira è molto piacevole e nelle tante giornate calde di Siviglia diventa un rifugio dove cercare refrigerio. [uniquevisitor]

Arrivando fino alla Torre dell’oro

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