‘Desideravo le ossa’ -> su Kindle Store

Per anni sono stata convinta che bellezza fosse sinonimo di magrezza.

Questo è il racconto di come ho martoriato il mio corpo con diete su diete e comportamenti alimentari autodistruttivi.

Ma è anche il racconto di come sono riuscita a liberarmi di quel mondo che mi aveva risucchiato la vita.

Purtroppo facciamo parte di una società meschina in cui l’unica cosa che conta è il corpo, non la persona.

Con questo libro spero di diffondere l’idea che invece la bellezza non è definita da canoni statici stabiliti da non si sa chi..

la bellezza risiede nella diversità.

img_1608“Desideravo le ossa” -> su Kindle store (clicca qui)

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Farei un viaggio a Cracovia anche solo per la mostra di Beksiński

Volevo fare una lista dei posti da visitare a Cracovia ma come al solito mi capitano sotto mano cose che meritano articoli propri, e questo è uno di quei casi. 

La Mostra di Beksiński

Io ho avuto la fortuna di avere una guida personale: la mia amica. Si può dire che è praticamente innamorata di Beksiński. Durante la visita mi raccontava la sua vita, il significato di alcuni quadri… è stata un’esperienza a dir poco indimenticabile, sia perché c’era lei a parlarmi proprio come un’esperta e in più è stata la mostra di quadri più bella che io abbia mai visto, per questo motivo è il primo posto che visiterei se andassi per la prima volta a Cracovia. 
Le ho chiesto di scrivere una biografia del pittore proprio come me l’ha descritta durante la visita, e lei con grande piacerà me l’ha mandata. 
Beksiński è un fotografo, disegnatore ma sopratutto pittore polacco nato ancora prima della seconda guerra mondiale la quale ha lasciato una visibile impronta sulla sua vita e arte. È nato nel 1929 a Sanok, una città piccola nelle vicinanze della montagna. Ha sempre amato questo posto, fino a rinunciare ad uno stipendio a New York per continuare a cercare ispirazione per i suoi quadri nella sua città. È andato a scuola durante la guerra, ha finito un liceo scientifico a Sanok ed è andato al Politecnico di Cracovia per studiare architettura. Non ha però lavorato molto nel suo mestiere. Molto presto decise di fare quel che amava. Tutto è cominciato dalla fotografia. Ma dopo un po’ ha deciso di mollare perché ha quasi sempre creato lo scenario da fotografare invece di catturare la realtà, la bellezza di quello che succede senza la sua interferenza. Qui ha cominciato a disegnare, gli schizzi pian piano diventavano disegni complessi, quasi quadri. Ha quindi deciso di provare a pitturare. E questa è stata una delle migliori decisioni. Sicuramente una cosa importante da aggiungere è il fatto che non è mai andato ad una scuola d’arte, da solo ha imparato a creare la sua di arte. All’inizio nessuno voleva comprare i suoi quadri perciò la madre e la moglie l’hanno dovuto mantenere. Ma lui non si è mai arreso, dipingeva ogni giorno. Diceva che lui i suoi quadri non li inventava, li sognava e poi li dipingeva. Dopo un po le persone hanno cominciato ad interessarsi ai suoi dipinti molto controversi per il tempo. Ha avuto delle mostre in Francia, Belgio, Germania e perfino in Giappone (nel quale fino ad oggi ci sono 70 suoi capolavori). Nonostante un grande talento e fama crescente non ha avuto una vita facile né felice. Quando si è trasferito a Varsavia negli anni ottanta tutto pian piano ha cominciato a crollare. All’inizio sono morte sua madre e sua suocera le quali vivevano con lui e la moglie. Poi l’amore della sua vita, Sofia la moglie si è ammalata ed è morta. Un anno dopo si è ucciso il suo unico figlio Tommaso. Sei anni dopo un amico di famiglia ha accoltellato il pittore stesso.

Fino ad oggi l’arte di Beksiński inspira pittori, scrittori e creatori di videogiochi in tutto il mondo. Ha lasciato più di mille sue opere, la maggior parte si trova nella sua amata città Sanok, i suoi quadri si possono trovare anche a Cracovia e Wrocław e altre città d’Europa.
Questi sono i quadri che più mi hanno colpita, e ovviamente come chi ha visto qualche mostra sa quanto rendono di più dal vivo. 


 

Questo quadri resteranno a Cracovia per 10 anni, quindi avete molto tempo ma davvero: non perdetevela!

Il costo del biglietto (se non ricordo male) è di 10 zloty ossia 2,50€, è davvero irrisorio. 

Orario di apertura: martedì-domenica 12:00/19:00


{Cracovia con una persona molto speciale}

Volevo scrivere un articolo su ciò che ho fatto a Cracovia, i posti da vedere, dove andare a mangiare, ma ho iniziato scrivendo del perché sono andata lì, con chi ero lì, e alla fine meritava un intero articolo…
Ho trascorso quasi tre giorni con una delle persone che mi conosce dalle elementari, uno di quelle che resiste nonostante la lontananza, le vite diverse, uno di quelle che mi conosce come pochi anche se sembra strano, perché non ci vediamo assiduamente da 7 anni, ma lei sa più di quanto possa sapere una persona che mi vede ogni giorno in classe, e in un qualche modo siamo legate, ma ora non parlo di quel legame di amicizia, intendo un legame ancora più astratto, che ci porta a fare scelte simili, a pensare in modo simile, nonostante non ne parliamo, nonostante la lontananza ci porterebbe a prendere strade totalmente diverse. E io la ringrazio per esserci comunque, anche se molto spesso mi dimentico di scriverle, anche se ci vediamo una volta all’anno (se ci va bene).

Ho vissuto parte della sua vita per tre giorni, l’ho portata a mangiare in quel ristorante magico che mi ha lasciato qualcosa dentro l’anno scorso, siamo andate a ballare, a pattinare, mi ha portata a vedere la mostra di quadri più bella che io abbia mai visto nella mia vita, abbiamo mangiato di tutto, abbiamo provato insieme cose che io non avevo mai sentito e che a lei ricordavano sapori del passato, siamo state ore in un centro commerciale, e ore a casa sdraiate sul divano a guardare video in internet, come delle amiche che si vedono tutti i giorni, ma anche ore in silenzio, senza però sentire di dover riempirlo di parole. Abbiamo bevuto tè tutti i giorni e vino caldo tutte le sere. È stato bellissimo e lo rifarei mille volte.

Volevo dirti che ho un’ammirazione nei tuoi confronti davvero enorme, per come affronti la vita, per le scelte che fai, per come riesci sempre ad essere così solare e sorridente, per come sei forte e indipendente fuori ma tenera dentro, e non smetterò mai di dirti che ti voglio un bene infinito. Grazie per questi giorni, è stato come se la vita non ci avesse mai separate. 

Cracovia ~ informazioni pratiche di viaggio

La Polonia mi è piaciuta un sacco quando l’ho visitata -ormai- un anno fa. Che poi io dico “la Polonia” ma io ne ho viste solamente 3 città, ma queste 3 città mi sono bastate per dire che è veramente un bel posto, non so cos’è c’è nell’aria, ma c’è un atmosfera strana, piacevole..
Ho approfittato di questo ponte a scuola per scappare e fare un weekend a Cracovia dalla mia migliore amica delle – ormai lontanissime – elementari. 

Si era trasferita in Italia da piccola con la sua famiglia, poi è tornata in Polonia nel 2009 e ora è all’università a Cracovia, mi sembra ieri che ballavamo Hoedown Throwdown di Hannah Montana davanti alle nostre classi. 
Sono partita con Wizz Air una compagnia scoperta proprio per questo viaggio. È una di quelle low-cost come Ryanair e EasyJet ma a mio parere è quella più economica. Sono riuscita a viaggiare con uno zaino A/R a 25€. C’è da dire che Cracovia non è nelle destinazioni e che quindi ho dovuto fare Bologna-Katowice in aereo e poi Katowice-Cracovia in autobus, ma non mi è pesato per niente. Il volo è stato molto comodo, specialmente il ritorno perché è l’aereo era più nuovo e quindi più largo, ma è andato tutto perfettamente, per l’autobus l’unica pecca è che costa un po’ di più in proporzione perché sono 10,50€ a tratta, ma se si calcola che in genere il totale (45€) lo si spende – se si ha fortuna – per una sola tratta di volo, ne vale la pena! Gli autobus fanno parte di compagnie apposite per questo tipi di viaggi quindi anche se non è obbligatorio vi consiglio di comprare il biglietto online sia di andata che di ritorno perché può capitare che siano pieni e che quindi non riusciate a prendere l’autobus (sono pullmini di una quindicina di posti). Inoltre nel momento del prenotazione vi chiedono con che aereo arrivate in modo da sapere se è in ritardo così ci aspettano e anche a che ora parte l’aereo di ritorno. Sono anche comodissimi perché si trovano proprio all’uscita dell’aeroporto, ognuno con la usa fermata inimicata da un numero che vi troverete sul foglio della prenotazione. Non abbiate paura per il tempo, io sono atterrata alle 18:35 e alle 19 avevo l’autobus, sono riuscita ad arrivare anche in anticipo di dieci minuti, quindi tranquilli. Per il ritorno poi con il check-in fatto online non ci sono assolutamente problemi, si potrebbe arrivare anche solamente 40 minuti prima della partenza, però io avendo l’autobus alle 11:30 ho aspettato un’oretta in aeroporto essendo arrivata alle 12:50 (10 minuti in anticipo) e avendo volo alle 14:40. Quindi non abbiate timore di essere in ritardo, in genere sono in perfetto orario, se non addirittura in anticipo. E poi una cosa moooolto positiva è che sia in aeroporto a Katowice, sia in autobus c’è il Wi-Fi, perfettamente funzionante (sì è da precisare, non so se siete mai stati in aeroporto a Bologna, io si!). 

La compagnia di autobus che ho contattato io si chiama Exspres transfer e il sito è pyrzowiceekspres.pl

Per quanto riguarda i bagagli per il volo c’è una cosa da precisare per chi magari ha sempre viaggiato con Ryanair. Con Wizz Air si ha un sono bagaglio a mano gratuito e deve rientrare in queste dimensioni: 42x32x25, praticamente le dimensioni di uno zaino. Mentre il resto è a pagamento: trolley (56x45x25) e bagaglio in stiva (149x119x171) che può arrivare a un massimo di 32 kg. La borsa da 40x30x18 invece può averla solo chi ha comprato il biglietto con imbarco prioritario. 

Con l’autobus si arriva nella stazione dei treni di Cracovia e da lì si possono prendere autobus e tram, inoltre è praticamente attaccata alla Galeria Krakowska, un centro commerciale enorme, con bar, ristornati, negozi di vestiti, di scarpe, librerie e supermercati.  
Di qualsiasi tipo di informazioni abbiate bisogno non esistete a chiedere. 

Mediterranean cruise ~ Partenza

8 novembre 2015
Siamo partiti la seconda domenica di novembre. Direzione Venezia per imbarcarci sull’MSC crociere.

img_0303Era la mia seconda volta, ma non potevo ricordarmi molto della prima: avevo all’incirca 8 anni.

Ricordavo solo i lunghi corridoi, le scale larghe, enormi, il teatro, e tanto tanto mare. Ah, e mia nonna che mi diceva di non uscire dalla stanza senza di loro perché altrimenti mi sarei persa in quella nave.

Non ricordavo tutto quello sfarzo, non ricordavo davvero l’enormità della nave e di tutto ciò che la riguardava, come il teatro, le sale in cui si mangia, l’esterno con i campi da tennis, la palestra, le piscine e gli idromassaggio. È stato un po’ come quando Rose salì sul Titanic, mi sentivo così, estranea ma allo stesso tempo affascinata.


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Venezia di sera è una meraviglia.


Arrivammo a Bari la mattina dopo.

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Purtroppo essendomi concentrata principalmente sulle città straniere, Bari l’ho trascurata, ma davvero non saprei perché, come mi sia venuta questa brillante idea…

Appena scesi dalla nave abbiamo deciso di fare uno di quei giri con gli autobus turistici. Non li prendo ma in considerazione in genere, a me piace camminare, andare nelle stradine, perdermi, e forse è anche perché una parte di me inconsciamente vuole tutto sotto controllo… ma in tutti i miei viaggi mi è capitato due volte di prendere questi autobus, e a dire la verità non me ne sono mai pentita, perché alla fine ti fanno vedere i monumenti più importanti e te ne parlano anche un po’.

Dopo un giro di tutta Bari (è abbastanza piccolina) ci hanno lasciato 2 orette circa per visitarla a piedi.

Porto di Bari

cattedrale di San Sabino

Tornati in nave il primo spettacolo a teatro è stato “spettacolare”. 🙂

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MADRID – Cosa vedere tra un bocadillo de jamón e un chocolate con churros.

La Spagna mi mancava ancora. Ho visto buona parte delle capitali europee ma la Spagna proprio no. Non so perché.

Le uniche volte in cui ci sono andata sono state:

  • la prima avevo 8 anni e con i miei nonni siamo scesi a Barcellona, una delle tappe di una crociera. Vidi la Sagrada Familia in ristrutturazione e dissi che sarei tornata dieci anni dopo, quando, dicevano, che sarebbe stata terminata. Ho 18 anni, a Barcellona non ci sono ancora tornata, ma credo non sia neppure ancora terminata;
  • la seconda è stata quest’anno ad aprile per uno scambio linguistico. Ho visto Siviglia, Cordoba, Cadiz e Granada (anche se l’ultima l’ho vista per modo di dire…diluviava!)

Il che vuol dire che l’unica immagine nella mia testa della Spagna era “palme e decorazioni arabe”.

A Madrid non c’è nulla di tutto questo. E a dire la verità ci sono rimasta male.

Ma dopo il primo impatto ho iniziato ad apprezzarla.

Ogni suo lato, ogni sua piazza, ogni suo decoro, ogni suo mercato.

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atterraggio con l’alba

Mercato filatelico della domenica mattina in Plaza Mayor

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plaza mayor al domingo

 

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artista callejero

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callejuelas del rastro

 

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paseando por el rastro

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queste cose mi affascinano

 

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pasillos en el Reina Sofía

 

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vista della cattedrale dal palazzo reale

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vista del palazzo reale dall’entrata

Vi giuro che dopo tutti i palazzi e le regge che ho visitato, dopo tutti i soffitti affrescati e gli arazzi appesi, vi giuro, che questo è stato il palazzo più bello che io abbia mai visto. Le decorazioni, la raffinatezza, gli orologi… ci credete se vi dico che mi sono commossa?! È stato davvero una meraviglia e mi è dispiaciuto tantissimo non poter fare delle foto. Ma sono cose che non si dimenticano.

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muchacha en la ventana – dalì (Museo Reina Sofía)

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Plaza Santa Ana (Barrio de las letras)

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pavo real al Retiro

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Templo de Debod

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plaza de toros

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restaurante La cueva de Lola

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churros y chocolate a la Chocolatería San Ginés

 

When traveling also shows you the poverty. 

 

Stava tremando dal freddo. Aveva le mani viola.

Le sfregava tra loro per cercare di scaldarsi.

Ogni tanto si fermava per asciugarsi le lacrime.

Quegli occhi vuoti e pieni allo stesso tempo.

Nel frattempo chiedeva ai passanti qualche soldo.

Chiedeva inconsciamente a quegli umani

se erano umani.

Se in ciò che spendevano per una napolitana y un café con leche 

c’era qualche spiccio anche per lui.

Per andare avanti almeno un’altra mia giornata.

Entrammo con la pelle d’oca e il magone.

Superammo quel corpo invisibile.

Ci pensai tutto il tempo

Mentre sceglievo cosa avrei mangiato quella mattina.

Quando decisi di prendere una cioccolata calda perché faceva freddo

e poi era tanto buona.

Quando arrivarono

dos napolitanas

un café con leche

y un chocolate. 

Quando assaggiai quelle prelibatezze.

Quando ci alzammo per pagare.

“Gli lasciamo qualcosa?”

“Diamogli il panino che c’è nello zaino”

Corsi fuori.

Speravo con tutta me stessa che fosse ancora lì,

ad aspettare,

che qualcuno lo vedesse,

Che qualcuno mostrasse di essere umano.

“Lo quieres?”

Gli allungai il panino.

Pieni di tutto e niente.

Lucidi.

Cercò di scusarsi ma non poteva accettarlo.

Indicava il prosciutto e diceva “no, no”

e poi indicava il cielo

e univa le mani in preghiera

e si scusava.

Gli sorrisi.

Gli dissi che non doveva scusarsi.

Tornai indietro.

“Forse è allergico al prosciutto”

“No,” mi girai “es musulmano, no puede comer jamon”

“Ah, vale.”

Mi è caduto il mondo addosso.

Mi sono bastati due passi dietro l’angolo

e scoppiai in lacrime.

Non ci potevo credere.

È più importante la fede che la fame.

Continua a credere nonostante la sua situazione.

Continua a sacrificarsi nonostante sia lì,

a tremare,

affamato,

senza speranza.

Cercando qualche umano che dimostri di essere umano.

E intanto Dio è lì che lo guarda soffrire

e non fa nulla.

Ma lui continua a credere. 


{Madrid;11.10.2016;La Mallorquina}