‘Desideravo le ossa’ -> su Kindle Store

Per anni sono stata convinta che bellezza fosse sinonimo di magrezza.

Questo è il racconto di come ho martoriato il mio corpo con diete su diete e comportamenti alimentari autodistruttivi.

Ma è anche il racconto di come sono riuscita a liberarmi di quel mondo che mi aveva risucchiato la vita.

Purtroppo facciamo parte di una società meschina in cui l’unica cosa che conta è il corpo, non la persona.

Con questo libro spero di diffondere l’idea che invece la bellezza non è definita da canoni statici stabiliti da non si sa chi..

la bellezza risiede nella diversità.

img_1608“Desideravo le ossa” -> su Kindle store (clicca qui)

La notte — Elie Wiesel e l’olocausto

wiesel2Titolo: La notte

Autore: Elie Wiesel

Genere: Autobiografia

Data di uscita: 1955

Pagine: 112

Valutazione:  UntitledUntitledUntitled

 

Trama

Elie Wiesel racconta dela sua infanzia strappata dai campi di concentramento (Aushwitz, Buna, Buchenwald, Birkenau) nei quali era stato deportato perché ebreo, durante l’ultima parte della seconda guerra mondiale.

Scrive della vita nei campi, dell’arrivo, di come un quindicenne si dovette fingere  maggiorenne per poter lavorare e non essere ucciso,della fame, di come il pane raffermo e la scodella di zuppa diventarono tutta la sua vita, del rapporto con il padre, colui che per Elie è stato tutto: speranza, vita. E’ per lui che resistette tutti quei terribili mesi, era il suo unico pensiero.

La testimonianza di chi ha davvero vissuto sulla propria pelle il nazismo, i campi di concentramento, l’olocausto. Il dolore di chi ha visto strappargli via l’infanzia.

Commento

Il titolo La notte può essere dovuto a molti motivi: perché la sua esperienza nei campi di concentramento è stata come una lunga notte, o perché molti episodi importanti sono avvenuti durante la notte, oppure ancora perché il sistema dei campi nazisti era conosciuto come se ci fosse una perenne oscurità come la notte attorno a queste “fabbriche di morte

Secondo me Elie ha voluto scrivere questo libro per tre ragioni: voleva raccontare ciò che succedeva realmente, con una vera testimonianza, la sua, colui che ha davvero vissuto quell’inferno, voleva far sì che questo libro venisse usato come modo per non far dimenticare a chi non ha vissuto tutto quello, che anche se non ha visto, toccato, sentito con la propria pelle tutto ciò che è successo, non significa che davvero non è accaduto. Poi credo che volesse anche sfogarsi in qualche modo, liberarsi di tutto quel peso,anche se mai ci riuscirà, nulla si può dimenticare, per di più un passato del genere.

E’ stato davvero angosciante, ci sono stati molti episodi che mi hanno fatta rabbrividire, alcuni di questi sono, ad esempio, la scena in cui parla dell’autocarrzo, all’iniziò, che gettò dei nenonati nelle fiamme, oppure quando lui, quindici anni, dovette assistere al massacro di un padre e un figlio per un misero pezzo di pane, credo che la fame si adavvero una cosa atroce, ma io mai sarei in grado di uccidere mio padre.

Ciò che non riesco a capire è l’assenza di rabbia in Wiesel, anche portando con sè tutto il dolore, lui dice di non provare rabbia. “E anche quando non avemmo più fame non ci fu nessuno che pensò alla vendetta

Forse voleva cominciare una nuova vita, doveva partire da zero…

 

Citazioni

“Dal fondo dello specchio un cadavere mi contemplava. il suo sguardo nei miei occhi non mi lascia più”

 

 

Per: riflettere, distruggersi, non dimenticare.

Quando: in momenti di silenzio

Dove: a casa, state soli, in silenzio. Silenzio.

Nessuno si salva da solo — Margaret Mazzantini


Copertina-di-Nessuno-si-salva-da-soloTitolo
: Nessuno si salva da solo

Autore: Margaret Mazzantini

Genere: Romanzo

Data di uscita: 2011

Pagine: 189

Valutazione: UntitledUntitledUntitled

 

Trama

La storia, ambientata nei giorni nostri, tratta di una coppia di trentenni, Gaetano e Delia, che ormai non si ama più.

I due si trovano in una trattoria e tutto il romanzo è una cena, quella cena: loro due che si “parlano”, cercano di capire cos’è andato storto,  cos’è che li ha fatti arrivare a quel punto, a non sopportarsi più, a non amarsi più.

Poi ci sono i flashback, quelli dei loro errori, degli sbagli che li hanno portati a guardarsi negli occhi e non sapere cosa fare, delle loro vite, dei due bambini: Cosmo e Nico.

Nico, il minore, non può ancora arrivare a capire questa situazione per via dell’età; ma l’altro, che ha la sfortuna di trovarsi praticamente a metà strada, ha persino l’intelligenza di non prendersela troppo per gli sfoghi di Delia, la dignità di star male sommessamente.

L’intero romanzo è un mutamento continuo, un’incerta tempesta da cui è impossibile tirar fuori conclusioni nette, lineari. E’ una domanda senza un’effettiva risposta, se non che nessuno si salva da solo.

Recensione

Avevo scelto di leggere questo libro perché me ne avevano parlato tempo prima, ma non ricordavo nulla, nemmeno di cosa trattasse.

Ho cominciato a leggere senza sapere cosa stessi leggendo, è una pratica che sto facendo mia con molta felicità siccome ne resto quasi sempre contenta, come questa volta.

Il testo è scorrevole, spesso molto schietto, non usa mezzi termini, per il semplice fatto che la storia è attualità, una storia cruda, dove la scrittrice mette a nudo i personaggi, i loro sbagli, le loro decisioni, la loro vita.

Ho letto molte critiche sullo stile di scrittura che ha adottato per questo libro, l’hanno definito “volgare” in senso dispreggiativo, io credo invece che non ci fosse modo migliore per raccontare di un coppia distrutta e di ciò che l’ha portata a distruggersi.

E’ un romanzo intenso, passionale e struggente.

L’ha adorato fin dal primo momento…il libro ora è pieno di post-it e frasi sottolineate.

Citazioni

È inutile indagare le occasioni mancate. Non sai mai se ti sei salvato dalla morte, o ti sei perso la vera vita.

Come gli manca uno sguardo così. Se non lo conosci vivacchi e non ti manca. Ma se una stronza ti ha posato addosso quelle ali lì, ti ha fatto sentire l’eroe di una sceneggiatura temeraria, rimani tutta la vita un mendicante che va in giro a cercare quelle palpebre che si aprono solo per guardarti e si chiudono per imprigionarti.

Cosa pretendeva da lui? Tutto. Semplicemente tutto. E questo era stato il vero sbaglio. Chiudersi in un solo amore e chiedergli tutto. Semplicemente perché di tutto hai bisogno.

“Possiamo farcela. Dobbiamo farcela. Per loro”.

Ma non ce la fai mai per i bambini. E loro sanno che non contano, s’industriano. Mettono le tazze per la colazione, spiano gli sguardi, i silenzi. Danno il bacio di qua e di là, con il terrore di sbagliare momento, di sbagliare guancia. Aspettano anche loro. Che l’amore ritorni.

Per: chi vuole riflettere, chi vuole distruggersi.

Quando: mentre hai il mondo davanti

Dove: su una panchina aspettando la metro, in aeroporto

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/figli-e-bambini/frase-136822?f=w:4798>

Il codice Da Vinci — Dan Brown

download.jpgTitolo: Il codice Da Vinci

Autore: Dan Brown

Genere: Romanzo thriller

Data di uscita: 2003/2004

Pagine: 523

Valutazione:  UntitledUntitledUntitled

Trama

La vicenda è ambientata, gran parte del libro, a Parigi, verso la fine però i personaggi si spostano in Inghilterra e nell’ultimo capitolo il protagonista ritorna a Parigi, nel Louvre. Il racconto, ambientato nei giorni nostri, dura qualche giorno e presenta molti flashback.

La vicenda tratta della caccia alla scoperta del segreto di una antica e misteriosa setta religiosa: il Priorato di Sion.

Jacques Sauniere, il curatore del Louvre sennonché uno dei capi della setta, viene ucciso da un monaco albino dell’Opus Dei, un’istituzione gerarchica cattolica.

Robert Langdon, studioso di simbologia, doveva avere un’appuntamento con il curatore la sera prima e viene chiamato perché ritenuto colpevole e condotto al Louvre con la scuola di aiutare la polizia a decifrare un messaggio in codice lasciato da Sauniere.

Con l’arrivo di Sophie Neveu, agente del dipartimento di crittologia e nipote di Sauniere,e l’aiuto di Sir Leigh Teabing, un ricco cavaliere e vecchio amico di Langdon, il professore scopre indizi che portano alla setta e al suo segreto.

Il segreto del Priorato potrebbe compromettere i fondamenti del Cristianesimo e per questo la ricerca viene ostavolata varie volte da nemici come il monaco-killer e altri membi dell’Opus Dei.

Recensione

Mi è piacuto davvero molto. Adoro il suo modo di scrivere, sì, è difficile, devo ammettere che a volte ho dovuto rileggere qualche volta in più le stesse frasi per capirle, ma forse è proprio questo il bello, riuscire a capire frasi difficili, scritte in modo veramente particolare.

E’ un libro intrigante e, come in tutti i libri, ci sono state pagine noiose, o meglio, meno coinvolgenti, che non mi invitavano a continuare nella lettura ma al tempo stesso ce ne sono state molte altre davvero interessanti che mi hanno fatto passare ore e ore a leggere.

Sono stata davvero contenta di aver decido di leggere un libro così impegnativo perché anche se a volte difficile è stato davvero molto bello. Per questo consiglio a chiunque fosse indeciso, di leggerlo.

Per: chi ha voglia di conoscere, con momenti di suspence.

Quando: Una sera cupa

Dove: Sul divano, gambe incrociate, e luce soffusa

Tutto torna — Giulia Carcasi


download (1)Titolo
: Tutto torna

Autrice: Giulia Carcasi

Genere: Romanzo

Data di uscita: 2010

Pagine: 122

Valutazione:  UntitledUntitled

Trama

Tutto torna è ambientato tra Roma e Pisa nel 2009 con l’aggiunta di flashback del passato del protagonista: Diego.

Diego abita a Roma ma insegna all’università di Pisa ed è costretto a muoversi continuamente in treno. Al momento lavora alla revisione di un vocabolario, un lavoro che lo rende ossessionato perché vuole inscatolare la realtà con le parole per provare a darle un senso. Durante i suoi spostamenti tra le due città, cataloga dettagliatamente ogni cosa sul suo quaderno come per dare forma al reale. In più cerca di tenere tutto a memoria, per sopravvivere in un mondo che gli sfugge, dove tutti si dimenticano.

Durante uno dei viaggi, il treno si ferma per un guasto in una galleria. Saltano le luci e Diego sviene nel buio ma una voce viene ad aiutarlo: Antonia. Ed è così che Diego impara che le parole possono riempirsi di significato solo quando si è in due  e capisce che è arrivato il momento di lasciar perdere la razionalità e buttarsi nella vita.

La storia d’amore tra i due conquista la perfezione , che però può distruggersi con una semplice menzogna.

Recensione

E’ un romanzo sull’amore, sulle incomprensioni e sulla solutudine.

E’ bello, la modalità di scrittura è semplice, diretta, e questo è sempe stato un punto di forza della scrittrice per quanto riguarda i giovani. L’unico “difetto” forse è che i personaggi pensano come se fossero adolescenti, fatto che può riportare alla scrittrice essendo più giovane dei personaggi stessi. Ho trovato il momento della scoperta del segreto di Giulia un po’ caotico ma nel complesso è un bel libro.

Citazioni

È difficile coincidere con lo spazio nel quale proviamo a inserirci: solo chi manca può riempire il vuoto che ha lasciato.

Fuori piove e tu sei la persona con cui voglio guardare fuori quando fuori piove.

Posso fare qualcosa?” chiedo tanto per chiedere e lei mi risponde come per dire: naturalmente. “Per esempio, l’amore.” E, per esempio, facciamo l’amore.

Per: un lettura semplice ma significativa

Quando: un pomeriggio d’estate

Dove: sdraiati su una sdraio, occhiali da sole, e succo di frutta

3096 giorni — Natascha Kampush e la sua prigionia


download (2)Titolo
: 3096 giorni

Autrice: Natasha Kampush

Genere: Biografico

Data di uscita: 2011

Pagine: 295

Valutazione:  UntitledUntitledUntitled

Trama

La mattina del 2 marzo 1998, in una città vicino Vienna, Natasha è viene rapita mentre va a scuola, all’età di dieci anni.
Il suo aguzzino, Wolfgang Priklopil, la imprigiona nella cantina della sua villetta grande cinque metri quadrati e dove l’aria è soffocante.

ll rapitore, è l’unica persona alla quale può affidarsi. Il loro però non era un “semplice” rapporto di violenza e sottomissione. Tutta la lunga prigionia alterna momenti di violenza a momenti di tenerezza. Il rapitore vede crescere Natasha, la vede trasformarsi da bambina a ragazza. Dopo due anni le concede di uscire dalla cantina per salire nell’appartamento, le fa fare un bagno, la invita nel suo letto per avere affetto e tenerezza, ma poi la picchia e la umilia, arrivando a negarle il cibo. L’atteggiamento dell’uomo (che per altri versi le concede di disegnare, di usare il computer) è simile a quello del mitico Pigmalione, disgustato dalle donne reali e deciso a costruirsene una perfetta con le proprie mani. Il loro lungo rapporto va avanti così per più di otto anni: Natasha riesce evidentemente ad avere un ascendente su di lui, in un rapporto di dipendenza reciproca che gli psichiatri conoscono. Fino al 23 agosto 2006 quando Natasha, dopo molte riflessioni, decide di “abbandonarlo” e di fuggire, trovando finalmente la libertà e, lentamente, una sua nuova vita. Quasi normale.

Ora Natascha Kampusch si sente abbastanza forte per raccontare quanto le è accaduto. Apertamente e senza filtri parla della sua difficile infanzia, della prigionia, dei maltrattamenti fisici e psichici subiti. Ma descrive anche come abbia imparato, in quella situazione senza via di uscita, a convivere con l’orrore. La storia vera di una ragazza che ha sopportato l’insopportabile, non si è fatta piegare e ha inseguito il suo sogno di libertà, fino a raggiungerlo.

Recensione

Parto col dire che è un libro davvero angosciante, non credo che sia giusto dire che è bello, è paradossale, penso piuttosto che sia da leggere. Mi ha fatto davvero effetto leggere, e in un certo senso anche “assistere” mentalmente, ai maltrattamenti, alle scene di urla e pazzia del rapitore, sentire la forza di Natasha. Una delle cose che mi ha maggiormente colpite è stata la maturità della bambina e la lucidità mantenuta nel corso degli anni anche dopo aver pensato svariate volte al suicidio come unica via d’uscita.

Il motivo per cui ho letto questo libro… non lo so. L’avevo comprato molto tempo fa ma era sempre lì, incastrato tra i libri nello scaffale, e mi ripetevo “devo leggerlo” ma non lo facevo mai. Un giorno ho deciso, l’ho preso e l’ho divorato in 4 giorni.

Citazione

Aprii la porta che dava sulle scale e uscii.[…] avevo in testa la frase che mia madre mi aveva ripetuto dozzine di volte: “Non dobbiamo mai separarci arrabbiati. Non si sa, infatti, se ci rivedremo” Mia madre si infuriava, era impulsiva e spesso le scappava la mano. Ma quando dovevamo salutarci era sempre molto affettuosa. Dovevo veramente andarmene senza dirle una parola? Mi voltai, ma poi, invece prevalse il sentimento di delusione che aveva lasciato in me l’episodio della sera prima. Non le avrei più dato un bacio e l’avrei punita con il mio silenzio. E poi: cosa poteva mai succedere?”

Per: persone forti

Quando: una sera d’inverno

Dove: sdraiati sul letto sotto le coperte