Tra Vieste e Peschici. 21.08.13

E’ il ventuno agosto e siccome ho preteso di tornare di nuovo a Vieste.. mi ci hanno riportata!

Il percorso che abbiamo fatto è stato lo stesso dell’altro giorno ma abbiamo visto anche il castello, il panorama e abbiamo fatto dei giri nei vicoletti bellissimi di Vieste.

Questo è il percorso:

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Sono partita dalla stradina prima del mercato (A), salendo ho trovato di nuovo il mercatino 🙂 (B) e ho continuato salendo per la via fino a quando non ho girato a destra in Via Madonna della Libertà e subito dopo a sinistra. Su questa via ci sono dei ristorantini di cui uno è davvero bello perché ha i tavoli posizionati su una vita spettacolare. Passato l’ “arco” sono salita su per le scale e, a tappe ( 🙂 ) ho visitato la cattedrale (C), ammirato un’altra delle viste bellissime che ha Vieste (D) e ho scoperto con grande dispiacere che il castello si può visitare solo quando vengono organizzate manifestazioni o eventi culturali.

Una volta ritornata giù, scese le scale e girato a destra mi sono persa nei vicoletti e ammirato le viste spettacolari da ogni punto. Fatelo anche voi, è davvero bellissimo!

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E si riparte, direzione: Peschici (:

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Quel poco di Vieste _ La città

Il diciassette agosto, dopo aver passato buona parte del giorno al mare, decidiamo di visitare la città. Passa un’oretta da quando siamo entrati in macchina e finalmente riusciamo a parcheggiare e a scendere.

Ad aspettarci ci sono cinque gabbiani che… non so che verso fanno 😀 A dir la verità non mi sono nemmeno mai messa lì ad ascoltarli davvero, e devo dire che è forte, son belli.

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Saliamo verso la città, siamo in Viale XXII Maggio e di fronte a un Conad incontriamo un mercato. Orecchiette, pomodori secchi, olive condite, taralli, piantine di tutti i tipi, carrube – mai assaggiate -, e… pane da 25 chili 🙂
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Attraversiamo il mercato molto caratteristico, usciamo con la voglia di comprare tutto ciò che vedevamo e continuiamo a seguire la via in salita fino ad arrivare in Via Cesare Battisti in cui girando troviamo un carretto con un vecchietto che vende i ricci.. quanti ne mangiavo da piccola!

Voltiamo a sinistra nella prima via e salendo ancora troviamo una specie di arco di pietra in cui a sinistra c’era questo:

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Sotto l’ “arco” c’è un negozietto di souvenirs e all’entrata ci sono queste bellissime conchiglie appese ovunque che ti devi abbassare per passare. 🙂

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Saliamo, sorpassiamo l’arco e sulla sinistra c’è la cattedrale.DSC_7138 DSC_7140

Ora è arrivato il momento in cui spiego perché il titolo è “Quel poco di Vieste”: siamo saliti in paese verso le cinque e alle sette e mezza siamo dovuti tornare a casa.

Facciamo dietrofront e c’è un bel sole che ci aspetta.
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…e un acquedotto “pugliese” 🙂DSC_7144

DSC_7153 DSC_7156 DSC_7162Ultimi scatti in corsa dalla macchina.

Quello è l’Architiello, un “curioso caso di erosione marina”.

In pratica ho visto poco e niente di Vieste, e “quel poco” non mi basta. Devo ritornarci!

Quel poco di Vieste _ Spiaggia dei Colombi

Sono in vacanza, in un paesino nel Molise e ieri, diciassette agosto, abbiamo deciso di muoverci un po’ dalla casa al mare e andare in una di quelle spiaggette imboscate dove solo con una di quelle scalinate o discese allucinanti e pericolanti ci si può arrivare.

Mia zia si è stampata quattrocentocinquanta fogli di sole spiagge del Gargano. Ne ha decisa una e così ci siamo messi in viaggio.

Lungo la strada si vedeva una testolina rossa che spuntava fuori dal finestrino posteriore e scattava foto ininterrottamente. Ero io. C’erano viste spettacolari con rocce nel mare e case quasi fino alla punta, ulivi fantastici dalle mille forme: non potevo non fare foto!

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Dopo centotrenta chilometri arriviamo quasi a destinazione: Vieste. E’ una città bellissima della provincia di Foggia, in Puglia.

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Ho scritto quasi perché la nostra destinazione non è la città ma la spiaggia: Spiaggia dei Colombi. Prende il nome dalla Grotta dei Colombi che protegge idealmente la zona.

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Dopo una discesa ripida e piena di sassolini intenti a farci scivolare tocchiamo sabbia… e acqua. La spiaggia è molto bella, incastrata tra rocce, la sabbia è compattissima, probabilmente di notte il mare inghiottisce tutta la spiaggia, attorno ci sono rocce altissime e alberi di pino.

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Poi ho imparato che questo strano coso si chiama Trabucco (e non è il Nabucco di Verdi, come da stupida ho confuso io >-<), serve per pescare e a volte ci sono dei ristoranti dentro.

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Nel pomeriggio decidiamo di salire in città e… ci aspetta la salita!

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