‘Desideravo le ossa’ -> su Kindle Store

Per anni sono stata convinta che bellezza fosse sinonimo di magrezza.

Questo è il racconto di come ho martoriato il mio corpo con diete su diete e comportamenti alimentari autodistruttivi.

Ma è anche il racconto di come sono riuscita a liberarmi di quel mondo che mi aveva risucchiato la vita.

Purtroppo facciamo parte di una società meschina in cui l’unica cosa che conta è il corpo, non la persona.

Con questo libro spero di diffondere l’idea che invece la bellezza non è definita da canoni statici stabiliti da non si sa chi..

la bellezza risiede nella diversità.

img_1608“Desideravo le ossa” -> su Kindle store (clicca qui)

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La Tonnara di Scopello e San Vito lo Capo

Due settimane in Sicilia con la famiglia della mia migliore amica. Cosa chiedere di più? Forse non ingrassare dopo la quantità industriale di cannoli che mangeremo 😅

Atterrati il 26 luglio siamo già tutti belli abbronzati, e come mio solito io sono anche bruciacchiata! 🔥

Il primo giorno subito dopo pranzo ci siamo fiondati al mare e siamo andati alla Tonnara di Scopello: ricordi riaffioravano ad ogni scoglio, ben 4 anni fa ci andai con la mia famiglia, e la memoria dei piccoli è sempre bellissima perché con le sue illusioni di grandezza ti fa sentire bene anche semplicemente calpestando le stesse rocce di anni fa. 


Bella come sempre questa caletta offre un panorama meraviglioso fin dalla discesa. 


Sulla riva c’è ancora il vecchio stabilimento della tonnara. E una delle caratteristiche di questo posto sono i grandissimi faraglioni nel mare. 


L’ingresso è a pagamento (4€ a persona) e per il parcheggio ce n’è uno a circa 500 metri. 

Un consiglio: dal lato sinistro, avvicinandosi al mare mc c’è un passaggio su degli scogli, andateci, è bellissimo e un po’ più riservato. 

~•~
Destinazione di ieri invece è stata San Vito lo Capo. Davvero bella, ma ovviamente cosa ci si può aspettare dalla Sicilia se non un mare così?


Forse un po’ troppo cari i lidi (28€ un ombrellone con due lettini alla Spiaggia del sabbione) ma sicuramente attrezzati. 

Alla ricerca di una buona granita ci siamo dirette in centro e devo dire che il paese mi ha lasciata un po’ delusa, me l’aspettavo più grande e vivace…

MA, ci siamo riprese subito con una buonissima granita da Il re del gelato!


La mia scelta è stata quella classica: granita alla mandorla con panna. Uno spettacolo! Ne abbiamo addirittura presa un’altra in due. 

erano troppo buone!


Se siete a San Vito e avete voglia di granita, andate da Il re del gelato e sicuramente non ve ne pentirete!

~•~
Proprio perché da quando sono arrivata non ne ho mangiati abbastanza, vado a mangiare un altro cannolo! 

AMSTERDAM – cucina olandese? 5 “cose da mangiare”

Come al solito appena ho saputo di questa piccola fuga mi sono messa all’opera: posti da vedere, cose da mangiare, musei da visitare, cose da fare…COSE DA MANGIARE! haha

beh, iniziamo con le cose da mangiare, giusto perché non ho preferenze…

Innanzitutto ci sono un po’ rimasta male perché ho letto ovunque che Amsterdam, l’Olanda in generale non ha una VERA cucina tipica. Non dico che non abbia davvero nulla da assaggiare, però diciamo che basterebbero due giorni per provare tutto ciò che c’è da provare… immaginate un olandese che viene in Italia e vuole assaggiare i piatti tipici, quanto gli ci vorrebbe? haha non gli basterebbe un mese!

Dopo questa premessa possiamo partire con le “cose da mangiare” tipiche che sono riuscita a trovare ad Amsterdam.

 

1 – APPLE TART da WINKEL 43

Purtroppo sono una drogata di DOLCI, e dico purtroppo perché davvero è un problema, non mangerei altro che quelli! Data questa mia adorazione, appena arrivate in terra amsterdamese ed equipaggiate di bici (noleggiata da Star Bikes rental) siamo andate a fare colazione –> WINKEL 43

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vi giuro che non solo SEMBRA buonissima!

Credo che basterebbero le foto per mostrare la bontà di questa torta. Vi giuro che è da leccarsi i baffi, avrei fatto colazione lì tutti i giorni!

Ci siamo sedute nei tavolini all’aperto proprio di fronte al locale ed era una bellissima giornata di sole.

Abbiamo ordinato 2 cappuccini e 2 fette di torta (apple tart). I primi serviti con un piccolo biscottino speculoos (quanto li amo!) e le seconde con aggiunta di panna.
Per quanto riguarda i cappuccini devo dire che c’è di meglio, ma è normale, per noi italiani è difficile, ma comunque non erano tanto male. Per la torta…io non so che dire, ci sarà sicuramente una ricetta segreta che si tengono stretta gelosamente, perché davvero, è troppo buona! La crosticina fuori è una goduria, e poi ci sono dei pezzettoni di mele ricoperti da quel sottile strato di crema tipica delle torte di mele che mi fa impazzire e la panna ci stava!

Il tutto a un costo di 12,40€ Ovvero 4 per ogni fetta di torta + 0,20 di panna e altri 2 per ogni cappuccino. Quei 4 euro li vale tutti! Oltretutto è davvero grande come porzione!

2 – CREMA DI SPECULOOS

Ora vi racconto la nostra storia d’amore con questa crema.

C’erano una volta una mamma e una figlia dirette al Cuyp Markt. Lungo la strada si imbatterono nel supermercato LIDL. “Oh Dio, compriamo quelle pastine tanto buone che vendono al banco?” Erano le 10 del mattino, passata già un’ora da quando erano uscite dall’albergo senza aver fatto colazione: possiamo capirle no?

Ecco che entrarono nel supermercato e dopo aver preso una Schneke aux raisin la figlia andò alla ricerca dei fatidici “Speculoos”. Con questo però non intendeva scoprire il peccato assoluto della “crema di speculoos”. Le si illuminarono gli occhi e se ne appropriò.

Uscite dal supermercato con bustine di snack salati, crema di speculoos e colazione erano finalmente felici.

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Per tutto il giorno quel barattolino innocente rimase in uno zaino.

Alla sera, quando le due spensierate andarono a cena si resero conto di aver fatto un errore gigantiiissimo: in aereo non avrebbero fatto passare quell’adorato barattolino! Nel pensare cosa fare (la mamma ha persino considerato l’idea di tornare con lo scontrino e prendere qualcos’altro al posto della crema :O ) arrivarono alla conclusione, quando ormai avevano già passeggiato per il centro e preso la metro, di ASSAGGIARE QUELLA CREMA! Nel caso in cui non l’avessero lasciata passare almeno l’avevamo provata. (Fortunatamente avevano due cucchiai di plastica!)

Questo fu l’errore più grande in assoluto: era una delizia per le loro papille gustative! Fu una libidine. E nel viaggio di ritorno all’hotel in metro andarono avanti di cucchiaiate di speculoos. [Immaginate degli olandesi in treno in Italia che mangiano a cucchiaiate della Nutella direttamente dal barattolo: ecco, era proprio questa la scena, solo che erano due italiane ad Amsterdam che mangiavano crema di speculoos]

Arrivarono a metà barattolo e decisero che era il caso di metterlo via.

Il giorno dopo era il giorno della partenza e, verso le 10 e mezza, con un pezzo di pane e mezzo barattolo di speculoos nello zaino, la figlia decise di fari una bella fettina di pane con quella cremina tanto buona.

Quando presero il treno per tornare in aeroporto la frase “dai, tanto non ce lo fanno passare” fu l’inizio della fine. Mamma e figlia si finirono un barattolo di 400 grammi di crema di speculoos in 2 giorni.

TA-DA’

Finita la nostra storia d’amore. Molte volte provo nostalgia, perché mi manca l’amore della mia vita, ma purtroppo non posso farci nulla, qui in Italia proprio non lo trovo. 😦

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p.s. per chi non lo sapesse gli speculoos sono biscotti alla cannella tipici del Belgio e dei Paesi Bassi

p.p.s. ho trovato una ricetta per la crema che però richiede i biscotti speculoos quindi ho cercato anche la ricetta per questi e l’ho trovata. appena ho assaggiato l’impasto mi è subito tornato il sapore della crema! speriamo bene!!

3 – STROOPWAFEL

Vi avevo avvisato, sono una drogata di dolci, e fino ad adesso infatti vi ho solo parlato di dolci, e anche il terzo punto di questa lista è un dolce!

Direttamente da wikipedia:

Lo stroopwafel (letteralmente “wafer allo sciroppo“) è un tipico biscotto olandese composto di due sottili cialde tra le quali si spalma un tipo di sciroppo al caramello detto stroop oppure siroop. 

Anche questi sono diventati una droga. Mi ero già informata ovviamente, e in ogni caso avevo un vago ricordo di quando ero andata in Francia e avevo portato a casa questi dolcetti buonissimi ripieni di caramello. Ah, e ora che ci penso li ho anche ocmprati una volta da Tiger, un negozio danese che vende di tutto tra cui anche i miei adorati pepperkaker (biscotti alle spezie) e anche questi, gli stroopwafel.

Appena arrivate in aeroporto ci siamo fiondate in un supermercato per comprare dell’acqua e li ho trovati proprio lì, vicino alla cassa, e ho subito pensato “ora!” quindi li ho afferrati e l’attimo dopo aver messo piede fuori dal supermercato il pacchetto era già aperto.

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una delizia al caramello

Si trovano in qualsiasi supermercato ma ci sono due posti in cui bisogna provarli:

  • Cuyp market: in questo mercato (lun-sab 09-17) c’è una bancarella dove una signora vende frullati e stroopwafel in tutte le salse, anche spezzettati, e io consiglio di comprare l’XXL STROOPWAFEL (€1,50), così si può anche vedere come vengono fatti.
  • Lanskroon: qui purtroppo non ho avuto il tempo di andarci, ma era molto consigliato. Fateci colazione una mattina che siete in centro, si trova in Singel 385. Ovvaimente prendete uno Stroopwafel!

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    XXL STROOPWAFEL

 

4 – PANINO ALL’ARINGA

Già, avete letto bene, non è un dolce! 😀

Quando avevo letto di questa “specialità” ho pensato che avrei dovuto provarla perché fa parte dei viaggi provare le cose tipiche ma credevo che non sarebbe stata una bella esperienza, quando ne ho parlato con altre persone mi hanno terrorizzata: “ma farà schifo!”, “l’aringa è quel pesce dove lasciano tutte le spine dentro, si sentono!”. Ero davvero terrorizzata, pensavo di assaggiare una cosa schifosissima. E invece…

Meno male che mamma mi ha sempre insegnato a non giudicare prima!

Tra le tante cose da fare e il poco tempo avevo dato a mucchio l’esperienza del panino all’aringa MA, il secondo giorno, dirette al Bloemenmarkt, il mercato dei fiori galleggiante, abbiamo incontrato questa baracchina di cui avevo letto molto volete quindi ne abbiamo approfittato!

PROVATELO! Davvero, io non sono un’amante del pesce però quel panino era davvero buonissimo! Ci sono rimasta perché avevo delle aspettative molto basse, e invece mi ha stupita.

Per un panino: € 3,80 Si può scegliere tra prendere solo l’aringa con il “condimento” ovvero cetrioli e cipolla (state tranquilli, è leggerissima e non si sente, non fa nemmeno effetto haha) oppure un vero e proprio panino con aringa, cetrioli e cipolla.

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5 – MOEDERS

No, non è il nome di un piatto strano. Significa “madri” in olandese ed è il nome di un ristorante tipico, già TIPICO! Quindi ero stra gasata, 1 perché era tipico, finalmente, e 2 perché tra le varie cose che avevo visto su internet questo era veramente particolare.

Dal nome derivano 2 cose:

  • Cucina tipica, proprio come la facevano le mamme di una volta
  • Tutti i muri coperti di foto di mamme portate dai clienti, una cosa fantastica!

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Orario 17-00 La cucina chiude alle 22. Gli olandesi cenano molto presto, in genere intorno alle 18. A pranzo è aperto solo alla domenica.

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questa è la mia preferita!

Dal menù si può scegliere o à la carte o dei menù: il menù Annie, il menù Betty o il menù Corry.

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Questi 3 menù hanno 1 starter (antipasto) o soup (zuppa), 1 piatto principale e 1 dolce.

Gli antipasti e i dolci sono in comuni, ciò che fa variare il prezzo nei diversi menù è il piatto principale.

Noi abbiamo preso 1 menù Annie, con Small egg in the Meadow, Hotchpotch e Dutch delight, e in più un altro antipasto: il Mama’s Happas.

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Tutto molto buono! Il primo antipasto mi è piaciuto un sacco: un uovo bollito che sembrava una mozzarella sopra a una frittata di spinaci e formaggio poggiati su un letto di zucca.

 

 

 

 

 

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Il secondo antipasto era un mix di piccoli assaggi deliziosi, soprattutto l’ostrica passata a forno con besciamella e formaggio.

 

 

 

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Sul piatto principale ci abbiamo pensato un po’…l’Hotchpotch è lo “Stamppot” un piatto tradizionale della cucina olandese a base di patate schiacciate e verdure. Le verdure utilizzate tradizionalmente sono crauti, indivia, cavolo, oppure carote e cipolla. Lo stamppot viene servito di solito con salsiccia affumicata o carne stufata. (wikipedia)

A noi hanno proposto spinaci o crauti e abbiamo scelto i secondi, però probabilmente sarebbero stati migliori gli spinaci perché i crauti erano un po’ troppo acidi. Il piatto era servito con una polpetta, una fetta di pancetta e un wurstel. Nel complesso era buono però dopo aver guardato gli altri piatti consiglierei di prendere il Mother spare-ribs, una costoletta di maiale molto invitante servita con patate fritte.

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Riguardo ai dolci sapevo già cosa prendere perché mi ero informata prima. Il Dutch delight è composto da 3 tipici dolci olandesi: una specie di cheesecake, i poffertjes (piccoli pancakes) e gelato agli speculoos (amoori).

 

 

Tra l’altro ci hanno anche portato del pane con un fantastico hummus! E alla fine con il conto anche delle caramelle al caffé! 😉

Davvero da provare, buono, tipico, e particolare!

 

Con questo concludo la parte culinaria del mio petit voyage ad Amsterdam e naar de volgende!