La Tonnara di Scopello e San Vito lo Capo

Due settimane in Sicilia con la famiglia della mia migliore amica. Cosa chiedere di più? Forse non ingrassare dopo la quantità industriale di cannoli che mangeremo 😅

Atterrati il 26 luglio siamo già tutti belli abbronzati, e come mio solito io sono anche bruciacchiata! 🔥

Il primo giorno subito dopo pranzo ci siamo fiondati al mare e siamo andati alla Tonnara di Scopello: ricordi riaffioravano ad ogni scoglio, ben 4 anni fa ci andai con la mia famiglia, e la memoria dei piccoli è sempre bellissima perché con le sue illusioni di grandezza ti fa sentire bene anche semplicemente calpestando le stesse rocce di anni fa. 


Bella come sempre questa caletta offre un panorama meraviglioso fin dalla discesa. 


Sulla riva c’è ancora il vecchio stabilimento della tonnara. E una delle caratteristiche di questo posto sono i grandissimi faraglioni nel mare. 


L’ingresso è a pagamento (4€ a persona) e per il parcheggio ce n’è uno a circa 500 metri. 

Un consiglio: dal lato sinistro, avvicinandosi al mare mc c’è un passaggio su degli scogli, andateci, è bellissimo e un po’ più riservato. 

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Destinazione di ieri invece è stata San Vito lo Capo. Davvero bella, ma ovviamente cosa ci si può aspettare dalla Sicilia se non un mare così?


Forse un po’ troppo cari i lidi (28€ un ombrellone con due lettini alla Spiaggia del sabbione) ma sicuramente attrezzati. 

Alla ricerca di una buona granita ci siamo dirette in centro e devo dire che il paese mi ha lasciata un po’ delusa, me l’aspettavo più grande e vivace…

MA, ci siamo riprese subito con una buonissima granita da Il re del gelato!


La mia scelta è stata quella classica: granita alla mandorla con panna. Uno spettacolo! Ne abbiamo addirittura presa un’altra in due. 

erano troppo buone!


Se siete a San Vito e avete voglia di granita, andate da Il re del gelato e sicuramente non ve ne pentirete!

~•~
Proprio perché da quando sono arrivata non ne ho mangiati abbastanza, vado a mangiare un altro cannolo! 

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Una guida per Siviglia

La bellezza di questi scambi linguistici è lo scoprire la cultura del posto, i luoghi, la gente… E parte di questa scoperta viene aiutata anche dalle guide turistiche che ci accompagnano per le città.

La prima è stata ovviamente Siviglia.

Grazie a ciò che ho visto, letto, e ai posti che ci ha mostrato la guida ho creato un percorso per il Barrio de Santa Cruz, quartiere centrale di Siviglia.

Credo siano le tappe principali per visitare l’essenziale di Siviglia in una giornata abbastanza leggera. Per il resto, se volete proprio prendervela comoda, basta un week end in modo da farsi anche una mini crociera sul Guadalquivir.

 

UN GIORNO A SEVILLA –

Come iniziare la giornata? Con una buonissima colazione a base di churros! E come se no? I churros sono dei bastoncini di pasta fritta serviti con cioccolata calda e possono essere semplici o anche ricoperti di zucchero, cannella.. sono davvero buonissimi! Purtroppo non ho avuto la possibilità di provarli a Siviglia quindi non posso suggerirvi nessun posto ma sono dell’idea che se nel vostro cammino verso la prima tappa trovate una churrería o un bel posticino dove vendono churros potete fermarvi subito, sono buoni ovunque!

Dopo esservi rifocillati siete pronti per una giornata di visita.

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La prima tappa è il Parque de Marìa Luisa, uno dei più noti giardini pubblici della città.

 

 

 

 

 

 

È immenso, vi consiglio di partire da Plaza America e attraversare tutto il parco per arrivare alla meravigliosa Plaza de España. Una passeggiata tra gli alberi e le diverse glorietas vi porteranno difronte ad una visuale incredibile fatta di azulejos..

Plaza de Espana (12)

Plaza de Espana

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I 4 ponti sul canale che circonda la piazza rappresentano i 4 regni di Spagna.

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Dopo un’oretta di natura e mosaici di ceramica bianchi e azzurri potrete avventurarvi nel centro di Sevilla.

Alcàzar (1)
Dirigetevi verso il Real Alcázar de Sevilla, un insieme di palazzi che ricordano tanto i paesi islamici.

Alcàzar (2)

Tutte queste decorazioni particolari sono dovute alla conquista di Siviglia avvenuta nel 712 da parte degli arabi.

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Salon de Embajadores

 

Patio de las Doncellas

Il nome italiano di questa sezione è “Cortile delle Fanciulle”.

Il nome si riferisce alla leggenda secondo la quale i musulmani di al-Andalus pretendevano dai regni cristiani spagnoli, come tributo, 100 vergini ogni anno.

 

[wikipedia]

Stagno di Mercurio

 

Per raggiungere la Catedral de Sevilla vi consiglio di passare per queste viuzze molto caratteristiche.

Patio de banderas

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Calle Pimienta

Plaza de los venerables

Calle Rodrigo Caro

E’ arrivato il momento di ricaricarsi, e con cosa se non con delle buonissime TAPAS? Per chi non lo sapesse le tapas sono piccole porzioni di specialità spagnole che si possono accompagnare benissimo con una Cruzcampo, la birra andalusa nata proprio qui a Sevilla. Proprio in Calle Rodrigo Caro, di fronte alla Cattedrale si trova la Bodega Santa Cruz. Anche qui non ho avuto la possibilità di provare qualcosa ma ho letto e sentito parlare molto bene di questo locale.

Mi raccomando assaggiate l’ensaladilla, sarebbe l’insalata russa ma credo sia fatta diversamente, a me è piaciuta da morire!

 

Pronti per ricominciare la visita si va in direzione della Catedral de Sevilla.

La Torre della Giralda è diventat un simbolo di Siviglia. Il nome deriva dalla statua in cima alla torre che girava su stessa per indicare i cambiamenti del vento.

Si accede dal Patio de los Naranjos, un patio interno circondato da aranci.

La costruzione iniziò nel 1401, sul terreno lasciato libero dalla demolizione della vecchia moschea Aljama di Siviglia.

[wikipedia]

Data la sua lunga costruzione durata più di 400 anni subì diverse correnti artistiche tra cui gotico, inascimentale, barocco, neoclassico…

La cattedrale di Siviglia è famosa anche per il mausoleo di Cristoforo Colombo, qui sono conservati i resti del grande esploratore che veniva a pregare in questa chiesa prima dei suoi lunghi viaggi. La tomba di Colombo fu portata a Siviglia nel 1902 da Cuba dove era custodita nella cattedrale dell’Havana. Dalla foto in alto si osserva come la tomba sia portata in spalla da 4 araldi che simboleggiano i regni della corona spagnola: Castiglia, Leon, Navarra e Aragona.

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Completato il giro della Catedrale si può salire in cima alla Giralda per ammirare il panorama di Siviglia dall’alto.

La particolarità di questa lunga salita è che non ci sono scale ma 34 rampe circolari che un tempo permettevano ai muezzin di salire fin su in sella ai loro cavalli.

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L’ultima tappa di questo tour è la Plaza de Toros.

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È la più antica di tutta la Spagna ed è il luogo dove si svolge annualmente la Feria de Abril.

 

Se volete ancora passeggiare o avete ancora qualche giorno una cosa che vi consiglio è farvi il lungofiume del GuadalquivirE’ una zona molto gradevole dove si può fare attività all’aria aperta oppure rilassarsi al sole sulle tante panchine presenti. Si può decidere di rimanere al livello della strada oppure scendere fino ai margini del Guadalquivir, l’atmosfera che si respira è molto piacevole e nelle tante giornate calde di Siviglia diventa un rifugio dove cercare refrigerio. [uniquevisitor]

Arrivando fino alla Torre dell’oro

Barrio de Santa Cruz (38)

 

Siviglia e il NO8DO

Siviglia.

Sevilla.

Seviglia.

Ormai da quando sono andata in Spagna non c’è una volta che non mi sbaglio e le dico tutte e tre chiedendomi quale sia la forma giusta.

Davvero, è incredibile, ultimamente ero più per quella mixata: seviglia. Mi piace di più.

Nel 2012 ho fatto la saggia scelta di iniziare un liceo linguistico e sapete perché? Al terzo e quarto anno si ha la possibilità di fare uno scambio linguistico con la classe che consiste nel conoscere un corrispondente – spagnolo, francese, inglese o tedesco, a seconda della lingue che si studiano – ospitarlo per una settimana ed essere ospitati dalla sua famiglia per un’altra settimana. –> uno dei principali motivi per i quali ho scelto un linguistico 😁

Quest’anno è toccato alla Spagna. Agli inizi di aprile siamo andati  una settimana a Siviglia e abbiamo visitato anche Granada, Cordoba e Cadiz.. uno spettacolo.

Parto da Siviglia, la città universitaria, quella che mi ha fatto da casa per un’intera settimana.

Chiunque abbia mai visitato Siviglia avrà sicuramente notato che ad ogni angolo della cittadina c’è questa scritta

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Ma davvero ovunque! Sui mezzi pubblici, sugli edifici, sui cassonetti dei rifiuti, sui lampioni..

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Bene. Non è un semplice simbolo riconoscitivo. Ha una lunga e profonda storia dietro, che ha origine nel lontano Medioevo.

Più precisamente nel XIII secolo, sotto il regno di Alfonso X il Saggio. Questo sovrano non era molto bravo in politica e a causa di una cattiva gestione dello stato ci fu un generale impoverimento. A questo punto Sancho, il figlio del re, espresse il suo disaccordo nei confronti del padre portando alla divisione del paese in due fazioni.  Alfonso, nonostante tutto, decise di restare a Siviglia e il popolo ricambiò la sua fedeltà all’amata città dimostrandogli comunque affetto e standogli vicino fino alla fine. In cambio di questa fedeltà il re compensò Siviglia con il simbolo onorario che vediamo ancora oggi.

Stando alla leggenda il simbolo NO8DO significa “NO ma deja DO”, cioè “Non mi ha abbandonato” in dialetto andaluso, poiché il simbolo “8” rappresenta un gomitolo che in spagnolo si dice appunto “madeja”.

[ho preso spunto da best-booking]

Io non credo nelle coincidenze, credo invece che ci sia sempre un motivo a ciò che ci accade ogni giorno. E vi sto dicendo questo perché prima di partire avevo deciso di farmi il primo tatuaggio proprio lì, a Siviglia. Il tutto è partito dalla mia migliore amica che un giorno mi disse che sarebbe stato bello se mi fossi fatta un tatuaggio in ogni posto importante che avrei visitato. Questa cosa poi l’ho presa sul serio, mi sarebbe davvero piaciuto. Mi sono informata su un qualche simbolo, un po’ come la Tour Eiffel per Parigi o il Colosseo per Roma. Ma niente, nessun monumento o qualcosa di simile così importante…

Poi ho trovato questo simbolo, mi piaceva, specialmente il nodo stesso fatto di corda.

Avevo appena compiuto 18 anni, ero a Siviglia, ho pensato: “ora o mai più.” Chiesi alla mia corrispondente e, più euforica di me, mi accompagnò da Seseintainueve Tatto y Piercing. Con il disegno e la pazienza della ragazza – mi ha rifatto la prova ben due volte 😅 – questo è stato il risultato.

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Una pazzia di cui sono stata fiera e continuo ad esserlo. E per questo devo ringraziare la mia migliore amica che mi ha incoraggiata, come sempre d’altronde.

Amsterdam è una giovane ragazzina

Tutta la città si muove in bici.

Gente che va a lavoro, bambini, anziani…

Ognuno ha almeno una bici con cui spostarsi in città, tra i 165 canali che l’attraversano.

133Girare Amsterdam in bici si è rivelata una delle cose più belle che abbia mai fatto da turista, perché è un po’ come immedesimarsi in una persona del posto che magari esce di casa e va a fare colazione da Winkel con la sua amica per raccontarle del sabato sera.

E’ stato un po’ come quando prendo il treno la mattina che ormai è diventata un’azione tanto abitudinaria che mi sembra quasi casa e mi sento bene quando viaggio in treno, non mi sento scomoda, estranea, mi sento serena, e quando vedo delle ragazzine euforiche prendere il treno per la prima volta – sì, me la ricordo bene quella sensazione, l’euforia del “sentirsi grandi”, perché i grandi usano i treni – un po’ sorrido, perché è una vecchia sensazione quella per me, e loro stanno entrando in casa mia.

80E’ bello sentirsi il vento di Amsterdam sulla faccia mentre sali e scendi da quegli innumerevoli ponti, che fatichi a raggiungere la prima metà perché sono talmente curvi che devi prendere la rincorsa, e puntualmente ti dimentichi, perché guardi un fiore, una finestra, o perché magari non c’era spazio.

Sì, perché Amsterdam nella sua grandezza è piccola.

Sembra grande, ma è solo composta da tante piccole cose, da tanti piccoli posti, che la fanno sembrare grande.218

Tutti la trattano da adulta in carriera, ma pochi capiscono che invece è una giovane ragazzina ingenua che sta facendo le sue prime esperienze, una ragazzina euforica e dolce, e bellissima.

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P.s. Solo un consiglio: state attenti alle altre bici che sfrecciano davanti ai vostri nasi, molto spesso gli amsterdammer non sono molto cauti… e in più fate attenzione ai vostri pedali che possono impigliarsi in qualcosa e rischiate di cadere..ma forse no, sono solo io che cado anche ad Amsterdam, anche in bici… già 😀

 

AMSTERDAM – cucina olandese? 5 “cose da mangiare”

Come al solito appena ho saputo di questa piccola fuga mi sono messa all’opera: posti da vedere, cose da mangiare, musei da visitare, cose da fare…COSE DA MANGIARE! haha

beh, iniziamo con le cose da mangiare, giusto perché non ho preferenze…

Innanzitutto ci sono un po’ rimasta male perché ho letto ovunque che Amsterdam, l’Olanda in generale non ha una VERA cucina tipica. Non dico che non abbia davvero nulla da assaggiare, però diciamo che basterebbero due giorni per provare tutto ciò che c’è da provare… immaginate un olandese che viene in Italia e vuole assaggiare i piatti tipici, quanto gli ci vorrebbe? haha non gli basterebbe un mese!

Dopo questa premessa possiamo partire con le “cose da mangiare” tipiche che sono riuscita a trovare ad Amsterdam.

 

1 – APPLE TART da WINKEL 43

Purtroppo sono una drogata di DOLCI, e dico purtroppo perché davvero è un problema, non mangerei altro che quelli! Data questa mia adorazione, appena arrivate in terra amsterdamese ed equipaggiate di bici (noleggiata da Star Bikes rental) siamo andate a fare colazione –> WINKEL 43

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vi giuro che non solo SEMBRA buonissima!

Credo che basterebbero le foto per mostrare la bontà di questa torta. Vi giuro che è da leccarsi i baffi, avrei fatto colazione lì tutti i giorni!

Ci siamo sedute nei tavolini all’aperto proprio di fronte al locale ed era una bellissima giornata di sole.

Abbiamo ordinato 2 cappuccini e 2 fette di torta (apple tart). I primi serviti con un piccolo biscottino speculoos (quanto li amo!) e le seconde con aggiunta di panna.
Per quanto riguarda i cappuccini devo dire che c’è di meglio, ma è normale, per noi italiani è difficile, ma comunque non erano tanto male. Per la torta…io non so che dire, ci sarà sicuramente una ricetta segreta che si tengono stretta gelosamente, perché davvero, è troppo buona! La crosticina fuori è una goduria, e poi ci sono dei pezzettoni di mele ricoperti da quel sottile strato di crema tipica delle torte di mele che mi fa impazzire e la panna ci stava!

Il tutto a un costo di 12,40€ Ovvero 4 per ogni fetta di torta + 0,20 di panna e altri 2 per ogni cappuccino. Quei 4 euro li vale tutti! Oltretutto è davvero grande come porzione!

2 – CREMA DI SPECULOOS

Ora vi racconto la nostra storia d’amore con questa crema.

C’erano una volta una mamma e una figlia dirette al Cuyp Markt. Lungo la strada si imbatterono nel supermercato LIDL. “Oh Dio, compriamo quelle pastine tanto buone che vendono al banco?” Erano le 10 del mattino, passata già un’ora da quando erano uscite dall’albergo senza aver fatto colazione: possiamo capirle no?

Ecco che entrarono nel supermercato e dopo aver preso una Schneke aux raisin la figlia andò alla ricerca dei fatidici “Speculoos”. Con questo però non intendeva scoprire il peccato assoluto della “crema di speculoos”. Le si illuminarono gli occhi e se ne appropriò.

Uscite dal supermercato con bustine di snack salati, crema di speculoos e colazione erano finalmente felici.

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Per tutto il giorno quel barattolino innocente rimase in uno zaino.

Alla sera, quando le due spensierate andarono a cena si resero conto di aver fatto un errore gigantiiissimo: in aereo non avrebbero fatto passare quell’adorato barattolino! Nel pensare cosa fare (la mamma ha persino considerato l’idea di tornare con lo scontrino e prendere qualcos’altro al posto della crema :O ) arrivarono alla conclusione, quando ormai avevano già passeggiato per il centro e preso la metro, di ASSAGGIARE QUELLA CREMA! Nel caso in cui non l’avessero lasciata passare almeno l’avevamo provata. (Fortunatamente avevano due cucchiai di plastica!)

Questo fu l’errore più grande in assoluto: era una delizia per le loro papille gustative! Fu una libidine. E nel viaggio di ritorno all’hotel in metro andarono avanti di cucchiaiate di speculoos. [Immaginate degli olandesi in treno in Italia che mangiano a cucchiaiate della Nutella direttamente dal barattolo: ecco, era proprio questa la scena, solo che erano due italiane ad Amsterdam che mangiavano crema di speculoos]

Arrivarono a metà barattolo e decisero che era il caso di metterlo via.

Il giorno dopo era il giorno della partenza e, verso le 10 e mezza, con un pezzo di pane e mezzo barattolo di speculoos nello zaino, la figlia decise di fari una bella fettina di pane con quella cremina tanto buona.

Quando presero il treno per tornare in aeroporto la frase “dai, tanto non ce lo fanno passare” fu l’inizio della fine. Mamma e figlia si finirono un barattolo di 400 grammi di crema di speculoos in 2 giorni.

TA-DA’

Finita la nostra storia d’amore. Molte volte provo nostalgia, perché mi manca l’amore della mia vita, ma purtroppo non posso farci nulla, qui in Italia proprio non lo trovo. 😦

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p.s. per chi non lo sapesse gli speculoos sono biscotti alla cannella tipici del Belgio e dei Paesi Bassi

p.p.s. ho trovato una ricetta per la crema che però richiede i biscotti speculoos quindi ho cercato anche la ricetta per questi e l’ho trovata. appena ho assaggiato l’impasto mi è subito tornato il sapore della crema! speriamo bene!!

3 – STROOPWAFEL

Vi avevo avvisato, sono una drogata di dolci, e fino ad adesso infatti vi ho solo parlato di dolci, e anche il terzo punto di questa lista è un dolce!

Direttamente da wikipedia:

Lo stroopwafel (letteralmente “wafer allo sciroppo“) è un tipico biscotto olandese composto di due sottili cialde tra le quali si spalma un tipo di sciroppo al caramello detto stroop oppure siroop. 

Anche questi sono diventati una droga. Mi ero già informata ovviamente, e in ogni caso avevo un vago ricordo di quando ero andata in Francia e avevo portato a casa questi dolcetti buonissimi ripieni di caramello. Ah, e ora che ci penso li ho anche ocmprati una volta da Tiger, un negozio danese che vende di tutto tra cui anche i miei adorati pepperkaker (biscotti alle spezie) e anche questi, gli stroopwafel.

Appena arrivate in aeroporto ci siamo fiondate in un supermercato per comprare dell’acqua e li ho trovati proprio lì, vicino alla cassa, e ho subito pensato “ora!” quindi li ho afferrati e l’attimo dopo aver messo piede fuori dal supermercato il pacchetto era già aperto.

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una delizia al caramello

Si trovano in qualsiasi supermercato ma ci sono due posti in cui bisogna provarli:

  • Cuyp market: in questo mercato (lun-sab 09-17) c’è una bancarella dove una signora vende frullati e stroopwafel in tutte le salse, anche spezzettati, e io consiglio di comprare l’XXL STROOPWAFEL (€1,50), così si può anche vedere come vengono fatti.
  • Lanskroon: qui purtroppo non ho avuto il tempo di andarci, ma era molto consigliato. Fateci colazione una mattina che siete in centro, si trova in Singel 385. Ovvaimente prendete uno Stroopwafel!

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    XXL STROOPWAFEL

 

4 – PANINO ALL’ARINGA

Già, avete letto bene, non è un dolce! 😀

Quando avevo letto di questa “specialità” ho pensato che avrei dovuto provarla perché fa parte dei viaggi provare le cose tipiche ma credevo che non sarebbe stata una bella esperienza, quando ne ho parlato con altre persone mi hanno terrorizzata: “ma farà schifo!”, “l’aringa è quel pesce dove lasciano tutte le spine dentro, si sentono!”. Ero davvero terrorizzata, pensavo di assaggiare una cosa schifosissima. E invece…

Meno male che mamma mi ha sempre insegnato a non giudicare prima!

Tra le tante cose da fare e il poco tempo avevo dato a mucchio l’esperienza del panino all’aringa MA, il secondo giorno, dirette al Bloemenmarkt, il mercato dei fiori galleggiante, abbiamo incontrato questa baracchina di cui avevo letto molto volete quindi ne abbiamo approfittato!

PROVATELO! Davvero, io non sono un’amante del pesce però quel panino era davvero buonissimo! Ci sono rimasta perché avevo delle aspettative molto basse, e invece mi ha stupita.

Per un panino: € 3,80 Si può scegliere tra prendere solo l’aringa con il “condimento” ovvero cetrioli e cipolla (state tranquilli, è leggerissima e non si sente, non fa nemmeno effetto haha) oppure un vero e proprio panino con aringa, cetrioli e cipolla.

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5 – MOEDERS

No, non è il nome di un piatto strano. Significa “madri” in olandese ed è il nome di un ristorante tipico, già TIPICO! Quindi ero stra gasata, 1 perché era tipico, finalmente, e 2 perché tra le varie cose che avevo visto su internet questo era veramente particolare.

Dal nome derivano 2 cose:

  • Cucina tipica, proprio come la facevano le mamme di una volta
  • Tutti i muri coperti di foto di mamme portate dai clienti, una cosa fantastica!

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Orario 17-00 La cucina chiude alle 22. Gli olandesi cenano molto presto, in genere intorno alle 18. A pranzo è aperto solo alla domenica.

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questa è la mia preferita!

Dal menù si può scegliere o à la carte o dei menù: il menù Annie, il menù Betty o il menù Corry.

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Questi 3 menù hanno 1 starter (antipasto) o soup (zuppa), 1 piatto principale e 1 dolce.

Gli antipasti e i dolci sono in comuni, ciò che fa variare il prezzo nei diversi menù è il piatto principale.

Noi abbiamo preso 1 menù Annie, con Small egg in the Meadow, Hotchpotch e Dutch delight, e in più un altro antipasto: il Mama’s Happas.

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Tutto molto buono! Il primo antipasto mi è piaciuto un sacco: un uovo bollito che sembrava una mozzarella sopra a una frittata di spinaci e formaggio poggiati su un letto di zucca.

 

 

 

 

 

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Il secondo antipasto era un mix di piccoli assaggi deliziosi, soprattutto l’ostrica passata a forno con besciamella e formaggio.

 

 

 

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Sul piatto principale ci abbiamo pensato un po’…l’Hotchpotch è lo “Stamppot” un piatto tradizionale della cucina olandese a base di patate schiacciate e verdure. Le verdure utilizzate tradizionalmente sono crauti, indivia, cavolo, oppure carote e cipolla. Lo stamppot viene servito di solito con salsiccia affumicata o carne stufata. (wikipedia)

A noi hanno proposto spinaci o crauti e abbiamo scelto i secondi, però probabilmente sarebbero stati migliori gli spinaci perché i crauti erano un po’ troppo acidi. Il piatto era servito con una polpetta, una fetta di pancetta e un wurstel. Nel complesso era buono però dopo aver guardato gli altri piatti consiglierei di prendere il Mother spare-ribs, una costoletta di maiale molto invitante servita con patate fritte.

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Riguardo ai dolci sapevo già cosa prendere perché mi ero informata prima. Il Dutch delight è composto da 3 tipici dolci olandesi: una specie di cheesecake, i poffertjes (piccoli pancakes) e gelato agli speculoos (amoori).

 

 

Tra l’altro ci hanno anche portato del pane con un fantastico hummus! E alla fine con il conto anche delle caramelle al caffé! 😉

Davvero da provare, buono, tipico, e particolare!

 

Con questo concludo la parte culinaria del mio petit voyage ad Amsterdam e naar de volgende!

 

 

 

Amsterdam – la Venezia con le bici

Regalo della mamma: 2 notti nella Venezia del nord.

Sono arrivata alla conclusione che dovrei smetterla di viaggiare, non posso, davvero! mi innamoro di ogni città che visito! ci passerei mesi interi, vorrei conoscere le persone del posto, vorrei andare a fare la spesa ogni lunedì mattina in quel supermercato carino sotto casa, vorrei andare a mangiare in quel ristorante tipico di cui tutti dicono che è tanto buono, vorrei salutare i vicini tutte le mattine prima di andare a lavorare…

Purtroppo non posso moltiplicarmi e vivere 100 o 1000 altre vite, magari potessi farlo! Sarei un po’ a Parigi, un po’ a Praga, un po’ a Cracovia, un po’ a Londra, un po’ a Innsbruck, un po’ ad AMSTERDAM!

Il punto è che inizialmente, dopo essere atterrata, dopo aver preso il treno per il centro, dopo aver noleggiato la bici ed essere partite per la scoperta di questa nuova città, non mi faceva impazzire…non mi piaceva così tanto da pensare subito che due giorni e mezzo non sarebbero bastati. No.. però poi sono arrivati i canali, e le bici, e i fiori, e i parchi, e io me ne sono perdutamente innamorata. Già, anche di Amsterdam.

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Vorrei sempre essere altrove, dove non sono, nel luogo dal quale sono or ora fuggito. Solo nel tragitto tra il luogo che ho appena lasciato e quello dove sto andando io sono felice.
– Thomas Bernhard

1. Innsbruck ● i tedeschi e i loro bretzel ●

➼ GIORNO 1 – sabato 15 agosto 2015

DESTINAZIONE: Innsbruck

“Ricordati di puntare la sveglia alle 5!”

“Certo, l’ho già messa!”

E fu così che nessuno sentì la sveglia e nessuno si svegliò, fino alle 6 e mezza…

Partiamo alle 7:36 con un bellissimo ritardo di un’ora e mezza ma ci mettiamo in macchina e via che si va.

Nel viaggio facciamo due soste: prendiamo la vignetta per l’Austria (info vignette europa work in progress) e ci fermiamo in un autogrill per guadarne la “versione” austriaca haha

  • Bagno a pagamento €0,50
  • Dolci stratosferici e torte megagalattiche
  • Pulizia maniacale
  • E… gelato “Nik & Jerry’s” cookie dough

 

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Innsbruck, in arrivooo

A mezzogiorno siamo già in giro; l’arrivo a Innsbruck è stato abbastanza freddino come prima impressione, è piccolina, niente di speciale ma comunque da farci un giro.

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Il Triumphpforte ci da il benvenuto e la Maria-Theresien-Strasse ci porta fino alla torre, deliziandoci con negozietti tipici e forni dall’aria davvero invitante.

Saliamo sulla Stadtturm ovvero la Torre civica (€3,50 adulti €2,50 studenti €1,50 bambini 6-15) e devo dire che mi aspettavo una vista migliore, però è comunque stato bello ammirare Innsbruck dall’alto con lo sfondo delle montagne.

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Vista dall’alto di Innsbruck

Torniamo giù e ci infiliamo in una di quelle viette strette e carinissime. Entriamo in un negozio di grappe e sciroppi troppo strani“Tirol Geniessen”.

La tappa successiva sarebbe stata la Hofburg ma ci siamo trovati di fronte a un cartello in cui c’era scritto che è chiusa dal 12 al 16 agosto a causa di un ricevimento. Dicono però che se si è già stati alla Hofburg di Vienna si può rimanere un po’ delusi, quindi speriamo nella prossima!

Di fronte c’è il Cafè Sacher, dove una fettina di torta costa 5 eurini e noi abbiamo seguito il consiglio di molti altri turisti: mangiate la Sacher in qualsiasi altra caffetteria o bar che sia che è buona uguale, se non addirittura di più.

 

La Hofkirche (Chiesa di Corte) mi ha lasciata un stupita, è davvero strana e l’ho apprezzata molto, come anche il piccolo giardinetto all’entrata. (€7 adulti).

All’esterno sembrava un po’ anonima ma all’interno custodisce un autentico tesoro: due file di 28 statue bronzee con al centro il sarcofago di Massimiliano I (il corpo è sepolto a Vienna).

7. Organo

Abbiamo avuto anche la fortuna di ascoltare e vedere dal vivo un uomo suonare l’organo!

Andiamo a vedere il duomo di San Giacomo in Domplatz che è praticamente lì vicino. Essendo molto piccola come città si riesce a vedere tutto a piedi e in modo molto facile!

 

Lunch time! Andiamo da Kroll Strudel Café, un locale piccolino con pochi posti a sedere ma noi comunque prendiamo da asporto. Ci sono tantissimi tipi diversi di strudel ed è difficile scegliere ma alla fine optiamo per un classico Apfelstrudel e uno con ricotta e noci, poi non si poteva non prendere una fetta di Sacher e un bretzel!

(Strudel €3,50 Sacher €3,50 Bretzel €1,40)

Usciamo dal bar e assaggiamo subito un Bretzel: giuro che è buonissimo, soffice e salato al punto giusto. Non abbiamo fatto in tempo a finirlo che siamo tornati a prenderne un altro 😀

Decidiamo di dirigerci verso la prossima tappa per gustarci gli strudel nell’Hofgarten. Mentre ci incamminiamo inizia a piovigginare ma non ci perdiamo d’animo e continuiamo imperterriti, ma niente, diventa proprio infattibile, così torniamo alla macchina e lungo la strada del ritorno incontriamo il Der Backer Ruetz. Credo sia una catena perché l’avevo già visto da qualche parte.. è un forno in cui vendono tantissimi tipi di pane con i semi, strudel di vario genere, cornetti, panini ripieni, dolci… Un  p a r a d i s o. Compriamo un altro Apfelstrudel (€2,70), dobbiamo provarne diversi, eh! e poi era troppo invitante.. altri 2 Bretzel (€0,79 l’uno) e 2 tipi di pane diversi con dei semini.

L’Hofgarten è carino, ma niente di speciale, sarà che dopo aver visto quelli di Londra non mi può meravigliare più nessuno però…mi ha un po’ delusa.

Ci fermiamo su delle panchine e assaggiamo i nostri adorati strudel:

  • Apfelstrudel di Der Backer Ruetz: è paradisiaco, oltre alle mele a pezzettoni c’è una cremina fantastica che potrei nagiarne uno intero di strudel!
  • Apfelstrudel di Kroll: non vorrei dire ma ha un retrogusto di tabacco, non ha un cattivo sapore però questa cosettina mi da un po’ da fare…
  • Strudel di ricotta e noci di Kroll: buonino, ma niente di speciale.
  • Sacher di Kroll: buona, ma io non faccio pazzie per la sacher, quindi…

Mi sa che ha vinto la scoperta dell’ultimo minuto, il Der Backer Ruetz haha (del resto le cose belle si scoprono così!). Lo strudel e il pane con i semi erano trooppo buoni, anche se  i Bretzel ho preferito quelli di Kroll, sono più soffici e meno salati.

Torniamo alla macchina e alle 16:30 ripartiamo per la destinazione successiva: MONACO.

PASSI TOTALI 5800 (4.26 km)

 

13. INNSBRUCK.JPG

Innsbruck