{Cracovia con una persona molto speciale}

Volevo scrivere un articolo su ciò che ho fatto a Cracovia, i posti da vedere, dove andare a mangiare, ma ho iniziato scrivendo del perché sono andata lì, con chi ero lì, e alla fine meritava un intero articolo…
Ho trascorso quasi tre giorni con una delle persone che mi conosce dalle elementari, uno di quelle che resiste nonostante la lontananza, le vite diverse, uno di quelle che mi conosce come pochi anche se sembra strano, perché non ci vediamo assiduamente da 7 anni, ma lei sa più di quanto possa sapere una persona che mi vede ogni giorno in classe, e in un qualche modo siamo legate, ma ora non parlo di quel legame di amicizia, intendo un legame ancora più astratto, che ci porta a fare scelte simili, a pensare in modo simile, nonostante non ne parliamo, nonostante la lontananza ci porterebbe a prendere strade totalmente diverse. E io la ringrazio per esserci comunque, anche se molto spesso mi dimentico di scriverle, anche se ci vediamo una volta all’anno (se ci va bene).

Ho vissuto parte della sua vita per tre giorni, l’ho portata a mangiare in quel ristorante magico che mi ha lasciato qualcosa dentro l’anno scorso, siamo andate a ballare, a pattinare, mi ha portata a vedere la mostra di quadri più bella che io abbia mai visto nella mia vita, abbiamo mangiato di tutto, abbiamo provato insieme cose che io non avevo mai sentito e che a lei ricordavano sapori del passato, siamo state ore in un centro commerciale, e ore a casa sdraiate sul divano a guardare video in internet, come delle amiche che si vedono tutti i giorni, ma anche ore in silenzio, senza però sentire di dover riempirlo di parole. Abbiamo bevuto tè tutti i giorni e vino caldo tutte le sere. È stato bellissimo e lo rifarei mille volte.

Volevo dirti che ho un’ammirazione nei tuoi confronti davvero enorme, per come affronti la vita, per le scelte che fai, per come riesci sempre ad essere così solare e sorridente, per come sei forte e indipendente fuori ma tenera dentro, e non smetterò mai di dirti che ti voglio un bene infinito. Grazie per questi giorni, è stato come se la vita non ci avesse mai separate. 

Ketakolo – Olympia

9 novembre 2015

2º tappa Ketakolon – Direzione Olimpia

Prima volta a Ketakolon, prima volta in Grecia.

Katakolon è un piccolo villaggio di pescatori conosciuto grazie alla creazione di un porto che permette alle navi da crociera di attraccare e ai viaggiatori di visitare il vicino sito archeologico di Olimpia.

È un paesino molto piccolo, una via di negozi turistici e una parallela con ristorantini tipici.

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Olimpia: sede dello svolgimento dei giochi “olimpici” ma anche luogo di culto di grande importanza, come testimoniano i resti di antichi templi, teatri, monumenti e statue, venuti alla luce dopo gli scavi effettuati nella zona dove la città originariamente sorgeva.

-Wikipedia

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Informazioni pratiche:

Museo archeologico Olimpia: aperto tutti i giorni 8-15

€12 aprile-ottobre e 6€ novembre-marzo (il biglietto comprende il sito archeologico di Olimpia, il museo archeologico, il museo della storia dei giochi olimpici e il museo della storia degli scavi)

INTERCULTURA: il giorno del COLLOQUIO

23 novembre 2014 ore 07:38
Sto morendo.
Mi aspetta un colloquio di “un’ora” con… Boh, qualcuno di Intercultura.
Non so nemmeno con chi parlerò, se parlerò, capite?
Sono in ansia.
E i mezzi di trasporto non aiutano.
Mi sono alzata alle 6 e mezza, treno alle 7 e mezza in ritardo. Probabilmente arriverò alle 8 e un quarto, e l’autobus non so nemmeno se ci sarà perché è domenica e quindi gli spostamenti che avevo visto ieri magari adesso scazzano perché ci sono degli orari assurdi di domenica. E ho ben 40 minuti di autobus fino alla scuola dove devo andare.

Vabbè, oltre a tutta questa agitazione, le selezioni diciamo che sono andate bene.ci hanno fatto disegnare un albero (ma no? Non l’avrei mai detto). E poi per quel che ho capito i questionari erano nuovi di quest’anno, quindi qualsiasi informazione avrei potuto trovare non sarebbe stata corretta.
Era diviso in tre parti, la prima con frasi psicologiche, su se stessi, a cui bisognava rispondere vero o falso, il secondo era inerente al proprio fisico ( e lì, devo dire la verità, sono andata un po’ in palla), e la terza con domande sulle emozioni, come reagiresti in certe situazioni, come pensi che sarebbe giusto…
Era alquanto facile, si, ma dopo quasi 2 ore ero davvero stanca.
Poi ci siamo spostati in un’altra classe e abbiamo fatto un giro di presentazioni con una ventina di ragazzi e abbiamo parlato dei paesi in cui vorremmo andare.
Alcuni hanno risposto con paesi tipo la Serbia, la Repubblica slovacca, l’Ungheria… Io non riuscirei mai ad andare in paesi simili, invece è proprio questo che vorrebbe insegnare Intercultura, che bisogna isolare i preconcetti sui paesi, sulle culture, sulle persone, e aprire la propria mente a tutto.
Grazie a questo incontro e ad una lunga chiacchierata con una mia amica sto provando a scegliere altri paesi, in che modo? Sto leggendo un altro catalogo di Intercultura che mi hanno dato il giorno delle selezioni e mi informo su tutto, paese, scuola, materie, famiglie, esperienze, perché alla fine basta leggere un po’ su qualche altro paese e ci si innamora anche di questo.

Sono le 7:54 e io devo ancora arrivare.
Speriamo.
Mi faccio un in bocca al lupo da sola, e… Che crepi il lupo. ✌️

8:03
Ok, sono in autobus, va tutto bene, il treno ha recuperato e sono anche in anticipo, awesome 👍

10:00
Fatto.
Andata.
Finito.
Tutto.
Non.
Posso.
Crederci.
Sono la ragazza più felice del mondo ora 😂
Non mi potrebbe distruggere nessuno.

Intercultura

Non pubblico qualcosa dall’era dei tempi, lo so, ma ora metto da parte un po’ tutto, i libri, le scoperte, i viaggi (anche se ciò di cui parlerò tratta un po’ di “viaggi”), e apro un discorso su questa associazione: “Intercultura”.

Parto spiegando come ne sono venuta a conoscenza e poi perché ho deciso di scrivere questo post.

Beh… quest’estate ho fatto una vacanza studio di 3 settimane a Bournemouth, Dorset, in Inghilterra: esperienza fantastica, sia dal punto di vista linguistico (ho imparato veramente tante cose nuove e col passare dei giorni mi sono resa conto di riuscire a seguire interi discorsi in lingua senza perdere il filo!) sia da quello personale, nel senso che mi sono realmente sentita maturare, solo 3 settimane mi hanno resa più indipendente e più consapevole di cosa davvero significhi crescere. Dopo questa piccola entusiasmente “introduzione” della mia prima esperienza all’estero vi dico comunque che c’è stato un momento in cui ho iniziato ad avere nostalgia di casa, della mia famiglia, dei miei amici, e questo dopo quasi 2 settimane, quando ormai il “tutto nuovo” si era trasformato in abitudine. Da quel momento ho iniziato a pensare che una delle due amiche con cui ero partita fosse pazza, perché io dopo solo 2 settimane volevo tornare a casa mentre lei contnuava ad essere convinta di fare l’anno all’estero. Ecco, l’anno all’estero. Cos’è? Per me era una cosa assurda, fuori dal normale, non potevo nemmeno minimamente immaginare di poter pensare di farla, capite? Un anno è tanto, all’estero è assurdo, lontana dalla famiglia (oh madonna!), in un paese in cui non parlano la tua lingua (e come fai?), poi costa tanto, taaaaantissimo. Non ne avevo nemmeno mai parlato con i miei.

Ora arriviamo alla scoperta dell’associazione… Dopo il ritorno ho raccontanto a mia mamma (come a tutti) l’esperienza e la nostalgia, e il “coraggio” (lo chiamiamo così?) invece della mia amica nel dire “massè, io partirei anche domani per fare l’anno!”. Poi è iniziata la scuola, dopo qualche settimana due ragazze sono entrate in classe portando due cataloghi di Intercultura (appunto) ma non ci ho dato molto peso. Dopo qualche giorno mia mamma mi ha iniziato a parlare di una ragazza che ora è in America perché sta facendo l’anno all’estero (ancora? perché tutti mi parlano di quest’anno all’estero?!?) e mi ha iniziato anche a chiedere perché non mi informassi su qualche associazione… ma io non ne volevo mezza, un anno è troppo, le dissi..e il giorno dopo ho preso uno dei cataloghi in classe (quello per gli studenti) e mi sono messa a sfogliarlo… nelle pagine finali c’era scritto che i programmi di studio all’estero di Intercultura sono a concorso, quindi se uno è meritevole può vincere una borsa di studio che copre totalemente o parzialmente (a seconda del reddito) la quota di partecipazione. Questa diciamo che è stata come una lampadina (uno dei motivi per cui non avevo minimamente preso in considerazione questa cosa era proprio il costo, mi scoccia far spendere così tanto ai miei). Anche se non ero propensa all’anno intero ho comunque portato il catalogo a casa. Non avrei mai immaginato cosa mi avrebbe attesa: MIA MAMMA HA INIZIATO A GASARSI IN UNA MANIERA ASSURDA! hahaha sembrava dovesse partire lei! Bene, da quel momento nella mia testa hanno iniziato ad esserci una miriade di pensieri. Ho assolutamente vietato l’anno, ripeto, è veramente troppo, cioè, voglio dire, caspita! sono 10 mesi lontana da casa, famiglia, amici, tutto! come si fa a 17 anni?? Ma mia mamma ha inisistito, abbiamo anche litigato. Lei tiene davvero tanto alla mia istruzione, alla mia emancipazione, e soprattutto al mio futuro, e di conseguenza la mia paura per lo stare lontana da casa un anno (“sono 10 mesi, non un anno! capisci?” eh vabbè, sono comunque tanti!) le dava moooolto fastidio siccome si trattava di un’esperienza unica e irripetibile che mi forma da ogni punto di vista. Beh, col passare dei giorni (tra ricerche su internet a tutto andare e richieste di pareri ad ogni persone che conosco) sono arrivata ad accettare l’idea di poterci provare, “magari poi se non ce la fai torni”… fino ad arrivare ad oggi, più carica che mai: “partirei anche domani!” sì, l’ho detto io, io, capite?

Ora la seconda parte del post. Ho deciso di scrivere questo post perché quando mi è stato accennato il nome di questa onlus e che organizza scambi interculturali non avevo realmente idea di cosa significasse, e un argomento tipo “anno scolastico negli U.S.A.” non faceva proprio parte della mia vita, e quando ho iniziato a cercare sulla rete tutte le informazioni possibili e tutte le esperienze di ragazzi all’estero ho dovuto cercare tanto e avrei voluto trovare un blog o una qualsiasi fonte di informazioni come quella che sto creando.

Bene, dopo questa “premessa” posso iniziare il vero post.

INTERCULTURA – Una ONLUS per costruire il dialogo interculturale attraverso gli scambi scolastici.

Intercultura promuove e organizza scambi ed esperienze interculturali, inviando ogni anno circa 1800 ragazzi delle scuole secondarie a vivere e studiare all’estero ed accogliendo nel nostro paese un migliaio di giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole.

da intercultura.it

Tutte le informazioni su questa associazione, ovviamente, sono presenti sul sito, (bando di concorso per i programmi 2015-2016) ma ciò che voglio ottenere con questo post è una specie di raccolta di esperienze che motiveranno qualsiasi persona in preda al “ci vado o no?”

I paesi sono divisi per continenti (più o meno) e di fianco trovate il link di collegamento ad esperienze su vari siti che sono riuscita a trovare (partendo da Intercultura ci sono anche blog, profili su YouTube ed altre associazioni)

Africa

Kenya -> intercultura 

Sud Africa -> intercultura

Asia

Cina -> intercultura

Giappone -> intercultura

Honk Kong -> intercultura

India -> intercultura ; Youtube Agnese (esperienza)

Indonesia -> intercultura

Malesia -> intercultura

Thailandia -> intercultura

Centro America

Costa Rica -> intercultura

Honduras -> intercultura

Messico -> intercultura

Panama -> intercultura

Repubblica Dominicana -> intercultura

Nord America

Canada -> intercultura

Stati Uniti -> intercultura ; Youtube Martina Pettazzoni (annuale, esperienza), Alessio Canova (annuale, vlog, 2014/2015)

Sud America

Argentina -> intercultura

Bolivia

Brasile -> intercultura

Cile -> intercultura

Colombia -> intercultura

Ecuador -> intercultura

Paraguay -> intercultura

Perù -> intercultura

Venezuela -> intercultura

Europa

Austria -> intercultura

Bosnia -> intercultura

Belgio -> intercultura

Croazia

Danimarca -> intercultura

Egitto -> intercultura

Finlandia -> intercultura

Francia -> intercultura

Germania -> intercultura

Irlanda -> intercultura

Islanda -> intercultura

Lettonia -> intercultura

Norvegia -> intercultura ; Youtube Anna (annuale, esperienza)

Olanda -> intercultura

Polonia -> intercultura

Portogallo -> intercultura ; Youtube Marta Selvaggio (annuale, esperienza)

Repubblica Ceca -> intercultura

Repubblica Slovacca -> intercultura

Russia -> intercultura

Serbia -> intercultura

Slovacchia -> intercultura

Slovenia -> intercultura

Spagna -> intercultura

Svezia -> intercultura

Svizzeria -> intercultura

Tunisia -> intercultura

Turchia -> intercultura

Ungheria -> intercultura

Oceania

Australia -> intercultura

Nuova Zelenda -> intercultura

[work in progress]