3096 giorni — Natascha Kampush e la sua prigionia


download (2)Titolo
: 3096 giorni

Autrice: Natasha Kampush

Genere: Biografico

Data di uscita: 2011

Pagine: 295

Valutazione:  UntitledUntitledUntitled

Trama

La mattina del 2 marzo 1998, in una città vicino Vienna, Natasha è viene rapita mentre va a scuola, all’età di dieci anni.
Il suo aguzzino, Wolfgang Priklopil, la imprigiona nella cantina della sua villetta grande cinque metri quadrati e dove l’aria è soffocante.

ll rapitore, è l’unica persona alla quale può affidarsi. Il loro però non era un “semplice” rapporto di violenza e sottomissione. Tutta la lunga prigionia alterna momenti di violenza a momenti di tenerezza. Il rapitore vede crescere Natasha, la vede trasformarsi da bambina a ragazza. Dopo due anni le concede di uscire dalla cantina per salire nell’appartamento, le fa fare un bagno, la invita nel suo letto per avere affetto e tenerezza, ma poi la picchia e la umilia, arrivando a negarle il cibo. L’atteggiamento dell’uomo (che per altri versi le concede di disegnare, di usare il computer) è simile a quello del mitico Pigmalione, disgustato dalle donne reali e deciso a costruirsene una perfetta con le proprie mani. Il loro lungo rapporto va avanti così per più di otto anni: Natasha riesce evidentemente ad avere un ascendente su di lui, in un rapporto di dipendenza reciproca che gli psichiatri conoscono. Fino al 23 agosto 2006 quando Natasha, dopo molte riflessioni, decide di “abbandonarlo” e di fuggire, trovando finalmente la libertà e, lentamente, una sua nuova vita. Quasi normale.

Ora Natascha Kampusch si sente abbastanza forte per raccontare quanto le è accaduto. Apertamente e senza filtri parla della sua difficile infanzia, della prigionia, dei maltrattamenti fisici e psichici subiti. Ma descrive anche come abbia imparato, in quella situazione senza via di uscita, a convivere con l’orrore. La storia vera di una ragazza che ha sopportato l’insopportabile, non si è fatta piegare e ha inseguito il suo sogno di libertà, fino a raggiungerlo.

Recensione

Parto col dire che è un libro davvero angosciante, non credo che sia giusto dire che è bello, è paradossale, penso piuttosto che sia da leggere. Mi ha fatto davvero effetto leggere, e in un certo senso anche “assistere” mentalmente, ai maltrattamenti, alle scene di urla e pazzia del rapitore, sentire la forza di Natasha. Una delle cose che mi ha maggiormente colpite è stata la maturità della bambina e la lucidità mantenuta nel corso degli anni anche dopo aver pensato svariate volte al suicidio come unica via d’uscita.

Il motivo per cui ho letto questo libro… non lo so. L’avevo comprato molto tempo fa ma era sempre lì, incastrato tra i libri nello scaffale, e mi ripetevo “devo leggerlo” ma non lo facevo mai. Un giorno ho deciso, l’ho preso e l’ho divorato in 4 giorni.

Citazione

Aprii la porta che dava sulle scale e uscii.[…] avevo in testa la frase che mia madre mi aveva ripetuto dozzine di volte: “Non dobbiamo mai separarci arrabbiati. Non si sa, infatti, se ci rivedremo” Mia madre si infuriava, era impulsiva e spesso le scappava la mano. Ma quando dovevamo salutarci era sempre molto affettuosa. Dovevo veramente andarmene senza dirle una parola? Mi voltai, ma poi, invece prevalse il sentimento di delusione che aveva lasciato in me l’episodio della sera prima. Non le avrei più dato un bacio e l’avrei punita con il mio silenzio. E poi: cosa poteva mai succedere?”

Per: persone forti

Quando: una sera d’inverno

Dove: sdraiati sul letto sotto le coperte

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Un pensiero su “3096 giorni — Natascha Kampush e la sua prigionia

  1. L’ha ribloggato su My Bloge ha commentato:
    E’ quello che succede oggi, la vita delle persone non conta più nulla? Siamo solo numeri? E’ una storia troppo triste, troppo allucinante, troppo crudele, perfino per essere raccontata….

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